Per un pixel in meno…

Riparte la nuova stagione con il lavoro caratterizzato quasi esclusivamente dall’installazione di proiettori digitali per fronteggiare la faditica data del 31 dicembre 2013 che dovrebbe segnare, se non la scomparsa, almeno la difficoltà o il maggior costo nel reprimento di copie in pellicola.
Per questa volta non voglio partire dal mio lavoro, ma dall’ultima mia esperienza di spettatore cinematografico: era un pò di tempo che non andavo al cinema, così l’altra sera mi sono deciso per un film appena uscito, primissima visione e naturalmente proiezione in digitale.
Appena spente le luci, complice una voce fuori campo su scena molto scura, l’occhio cade in alto sinistra su un puntino blu che continua a rimanere blu qualunque cosa accada sullo schermo, lascio perdere, mi godo il film, ma alla fine, sui titoli di coda la mia deformazione professionale riporta l’occhio sul punto, eccolo, ancora lì fermo e sempre blu.

Semplicemente uno dei pixel ha smesso di reagire alle informazioni che riceve continuamente per contribuire a formare l’immagine sullo schermo, fermandosi casualmente e rispondendo sempre blu, qualsiasi sia la richiesta che gli viene fatta.
Un guasto banale non così raro ma che per essere riparato fuori garanzia richiede una spesa “importante” da parte del gestore, ovviamente le probabilità che la cosa venga notata dagli spettatori, ma anche da proiezionista, gestore, ecc. sono remote, è veramente impercettibile e solo un occhio abituato a “cercare l’immagine” è in grado di accorgersi della cosa, per questo credo che il tutto rimarra così, in fondo è solo un pixel e l’immagine non è rigata.

Andiamo al cinema?

Una pausa un pò lunga nell’aggiornamento di questo piccolo blog è in linea con quanto sta accadendo nelle sale cinematografiche, non credo solo in quelle che riguardano direttamente il mio lavoro.
Non che non abbia foto e materiale da pubblicare su installazioni e cabine cinematografiche, ma quest’ultimo periodo si caratterizza per l’assenza di manutenzione, la risposta “lungimirante” che l’esercizio cinematografico sta dando alla contrazione di incassi in concomitanza con il lungo lunghissimo travaglio del passaggio al digitale è quella di ridurre al minimo la manutenzione degli impianti.
Ormai non ci sono più altoparlanti che si rompono, amplificatori che vanno in corto circuito, lampade che si consumano, obiettivi che vanno fuori fuoco, componenti che si deteriorano, suono che si sente male per la perdita di allineamento della testa di lettura del sonoro.
Qualche anno fa questi guasti erano all’ordine del giorno, adesso solo quando la situazione è tragica (leggi quando la sala si trova di fronte alle proteste ripetute degli spettatori o alla chiusura perché l’unico proiettore rimasto in funzione smette di macinare pellicola) si rivolgono al tecnico per un intervento.
E’ un pò che non vado al cinema da spettatore, ma non riesco ad immaginarmi proiezioni di qualità.
In questa attesa del digitale la qualità generale scende, tornerò su questi temi con qualche approfondimento specifico più in là, intanto anticipo qualche post un pò retrò su dei lavori appena fatti

Manice ora ha anche la versione inglese

Riprendo le mie attività dopo il rallentamento di questi ultimi mesi, con una segnalazione dal web.
Con un pò di ritardo, visto che l’avvio risale allo scorso mese di giugno, segnalo che Manice (il sito dedicato alla proiezione in digitale) alla versione francese, più volte citato su queste pagine, aggiunge anche la versione in lingua inglese, sotto il nome di Manice – d-cinema understood.
L’aspetto più interessante è che non si tratta di una copia del sito in un’altra lingua, ma del progetto di analizzare e conoscere i vari aspetti del cinema digitale calandolo nel contesto anglosassone.
Avremo mai un Manice per la realtà italiana?

La stagione cinematografica riparte dal Cinema Verdi di Forlimpopoli

Questa nuova stagione cinematografica sta partendo a rilento, i cinema in città (almeno qui a Bologna) hanno chiuso molto presto rispetto al solito, molti erano in ferie già a metà giugno e stanno riaprendo alla spicciolata. Non avevo mai visto a settembre inoltrato sale ancora chiuse che non hanno esposto il cartello che preannuncia il titolo di apertura, non è un segnale positivo e vedremo come si evolverà la situazione.

Intanto per quel che mi riguarda volevo aprire con il lavoro che da molti anni ormai segna la ripresa delle attività, il rientro del proiettore cinematografico del Cinema Verdi di Forlimpopoli dalla cabina dell’arena estiva a quella del cinema-teatro.

Si tratta di una situazione particolare, più unica che rara, dal 1997, anno in cui la sala ha affiancato al vecchio Prevost P10 in funzione da tempo immemorabile, un più recente Prevost P93, a fine agosto il proiettore viene smontato dalla cabina dall’arena per tornare in quella del cinema-teatro che aveva lasciato a fine giugno.
E’ ormai un lavoro d’altri tempi, negli anni scorsi tutte le arene prevedevano un montaggio e smontaggio dei proiettori, poi man man mano tutte si sono avviate verso un cabina di proiezione a tutti gli effetti in cui i proiettori rimangono montati, ma soprattutto si trattava sempre di proiettori dedicati che finita la stagione estiva veniva riposti in un magazzino per dieci mesi di “riposo”, in questo caso invece il vecchio Prevost P10 resta all’interno pronto a rimettersi faticosamente in funzione in caso di pioggia mentre il piuù recente continua a migrare dall’interno all’arena e viceversa proiettando incessantemente anno dopo anno, cominciando a presentare i segni dei continui trasloschi.
In attesa del digitale anche quest’anno il rituale si è ripetuto, a seguire uno scorcio dell’entrata del cinema che ospita i due vecchi proiettori a carboni e una inquadratura dell’interno della cabina dell’arena estiva:

Entrata Cinema Verdi Forlimpopoli

Cabina arena estiva Forlimpopoli

Tutti i cinema del mondo

Alla fine ce l’ho fatta ad avere un dato! Approssimativo, che non tiene sicuramente conto di realtà minori, soggetto a revisione continua, visto che le sale cinematografiche chiudono repentinamente e continuamente non solo in Italia, ma comunque rappresenta quella cifra che dà l’idea delle dimensioni del mercato dell’esercizio cinematografico senza vaghezza.
Da un articolo sul Los Angeles Times, trovato a caso e che non saprei più reperire, che parlava, manco a dirlo, del cinema digitale l’indicazione del numero di schermi cinematografici attivi nel mondo è di 130.000!
Adesso i miei riferimenti, anche nel pensare al processo di conversione al digitale, sono più precisi perché posso collegare i dati che arrivano anche da fonti dirette con un totale: se la Texas Instruments annuncia di aver prodotto 60000 DLP, so che anche quando tutti saranno montati su dei proiettori e tutti questi proiettori saranno stati installati, non saremo ancora alla metà dei cinema del mondo attrezzati per la proiezione digitale.
Non so, ma per me che sto seguendo questo processo con costanza da un bel pò di tempo è un dato che considero molto utile per fare delle analisi.

Fine della pellicola o dei pezzi di ricambio?

Quando ancora non siamo arrivati in Italia a digitalizzare la metà delle sale cinematografiche, con un processo molto più lento delle previsioni e con davanti un bel pò di tempo in cui i proiettori saranno chiamati a contare chilometri di pellicola, ecco una delle conseguenze non previste del passaggio al digitale: la difficoltà di trovare pezzi di ricambio che si avverte già da un pò di tempo, sia per la scomparsa totale di alcuni componenti fondamentali per mantenere una proiezione di buona qualità, sia per il fatto che spesso tali componenti non hanno caratteristiche tecniche accettabili.
I produttori di proiettori cinematografici cominciano a chiudere le linee di produzione dei pezzi di ricambio oppure non hanno più tempo, competenze e risorse umane e professionali che li mettano in grado di fornire pezzi di ricambio che siano all’altezza delle necessità di una proiezione in pellicola.
E’ una realtà paradossale che porta alla scelta obbligata di mantenere il pezzo usurato, non perfetto, piuttosto che montare un pezzo di ricambio che sarai chiamato a modificare (quando possibile), riallineare o riparare ai danni che ha provocato, nel giro di 24-48 ore dal montaggio.
Una via che si percorre quando possibile è quella dei pezzi non originali, ma non tutto è disponibile e spesso i tempi sono di fornitura sono lunghi, l’altra è quella dei pezzi di ricambio usati, ma sono situazioni limite per molti aspetti.
Non ho il polso della situazione relativamente a tutte le ditte produttrici che mi possa consentire una generalizzazione, la mia esperienza principale è con i ricambi dei proiettori Prevost e mi chiedo quanto si abbasserà il livello qualitativo delle proiezioni a causa dell’impossibilità di fare una buona manutenzione ed anche cosa sarà di quelle realtà, non solo italiane, fatte da archivi, cineteche, piccole realtà che se arriveranno al digitale lo faranno il più tardi possibile, che continueranno a proiettare in pellicola, perché il loro patrimonio è e resta prevalentemente analogico, man mano che passando il tempo alla mancanza dei pezzi di ricambio si aggiungerà anche la scomparsa delle competenze necessarie per la manutenzione.

Beh, vi lascio la foto degli ultimi due pezzi “nuovi” che non ho potuto montare perché danneggiavano supporto e perforazione della pellicola, i vecchi, rimontati in tutta fretta, sono lì che continuano a lavorare in un equilibrio precario, molto precario!

Rullo Croce di Malta e Pattino curvo Prevost P93

Cinema Ritrovato 2012: Lawrence d’Arabia

Quella di stasera (con la proiezione in corso mentre sto scrivendo) pur non essendo la serata conclusiva del Festival del Cinema Ritrovato, è da considerare a tutti gli effetti la serata clou, la più attesa e quindi con qualche trepidazione di troppo.
L’arrivo della copia un pò troppo a ridosso della proiezione, la solita prova notturna, un check sound straordinario nel pomeriggio, sono gli elementi che hanno preparato la proiezione di Lawrence d’Arabia nel restauro della Sony Columbia che, per l’esperienza che ho avuto in questi anni di collaborazione al Festival, sforna dei restauri superlativi, sia che lavori sul bianco e nero che sul colore.
Quello di quest’anno è un restauro presentato in digitale, effettuato partendo da un 70mm con una risoluzione 4k, anche se la scansione di lavoro è stata addirittura di 8k.
Nonostante la proiezione sia soltanto in 2k il risultato è di grande livello, ma visti i precedenti lo sarebbe stato anche se il prodotto finale fosse stato in pellicola.
Tutto procede con occhi continuamente puntati alle temperature di lavoro del proiettore digitale NEC3200, visto che i tre condizionatori che raffreddano la cabina 24 ore su 24 con le temperature di questi giorni sono messi a dura prova, soprattutto considerando la durata del film che si avvicina alle quattro ore.
La foto è puramente documentativa:

Lawrence d'Arabia

Cinema Ritrovato 2012: manutenzione

Proiezione su tenda


La proiezione estemporanea sulla tenda nera è nata dalla necessità di verificare la riuscita della messa in fase dell’otturatore che si era starata in una proiezione a 16 fotogrammi al secondo, con l’otturatore che si è dilatato per il troppo calore, ha cominciato a battere contro una parte metallica ed è finito fuori sincronia con il movimento della croce di malta.
Intervento obbligatoriamente di giorno con il sole a picco sullo schermo, di qui l’escamotage della tenda nera.

Proiezione su tenda in Piazza Maggiore

Accattone… Sotto le stelle del cinema 2012

Accattone Sotto le stelle del cinema 2012

Sotto le stelle del cinema 2012

Dopo un lungo prologo non cinematografico, con la conferma che il concerto dei Radiohead è stato spostato, per cui non è necessario che tutte le strutture dedicate al cinema vengano smontate, inizia la lunga estate cinematografica in Piazza Maggiore.

Sotto le stelle del cinema 2012

E’ il momento degli utlimi ritocchi e controlli, da stasera infatti al via con una continua alternanza fra DCP e pellicola, partenza con Accattone per finire con C’era una volta in America alcune serate prefestival, e poi da sabato la nuova edizione del Festival del Cinema Ritrovato edizione 2012

Piazza Maggiore, Cinema Ritrovato, Radiohead e terremoto

Schermo Piazza Maggiore 2012

Ormai il racconto sull’allestimento e le proiezioni del Festival del Cinema Ritrovato, sul quale ho pubblicato del foto e notizie ogni anno, non dovrebbe avere elementi di novità, invece questa installazione così complessa presenta sempre qualcosa di interessante, anche per alcuni corollari non strettamente di tecnica cinematografica.
Quest’anno la decisione di ospitare in Piazza Maggiore il concerto dei Radiohead il 3 luglio, quindi subito dopo il Festival e prima della lunga serie di proiezioni della rassegna Sotto le stelle del cinema, ha portato alla necessità di pianificare una doppia installazione con repentino e vertiginoso smontaggio e rimontaggio di tutte le strutture ed attrezzature per fare posto alle necessità del concerto con sessioni di lavoro notturne, tempi strettissimi e forse un pò improbabili, tutto questo finché non è arrivata la tragedia del terremoto che ha fatto pensare che non ci siano le condizioni di sicurezza in una piazza transennata con oltre 15000 persone.
Da qualche giorno l’attesa è rivolta verso una decisione definitiva sull’eventuale spostamento del concerto in sede più sicura, che sembra immninente , ma che viene continuamente rimandata, nel frattempo ci si prepara per entrambe le possibilità e qualcuno forse si chiede se anche le altre manifestazioni previste non pongano qualche problema di sicurezza…
Intanto la macchina è partita con una nuova struttura per lo schermo e la cabina di proiezione che hanno le caratteristiche di essere smontate e rimontate in tempi molto, molto brevi.
Da parte mia non mancheranno foto che cercheranno di documentare l’evento.

Piazza Maggiore allestimento 2012

La chiusura delle sale cinematografiche per il terremoto

Cominciano ad arrivare le notizie di cinema danneggiati e quindi diventati inagibili a causa del terremoto in Emilia, sull’entità dei danni c’è molta incertezza visto che le verifiche di agibilità danno la priorità ad abitazioni e servizi essenziali, che quelle strutture che si trovano nei centri storici finiscono automaticamente nella zona rossa a prescindere dall’entità dei danni, che, se adiacenti ad edifici danneggiati, vengono chiusi in via precauzionale.
Se pensate che le chiese sono state colpite duramente e che in molti comuni sono state chiuse per ridurre il pericolo derivante dalle continue scosse che si susseguono, la lunga serie di sale parrocchiali annesse alla canonica ha seguito lo stesso destino.
L’area del terremoto è molto estesa, la paura ancora di più, credo che in questo periodo non solo nelle zone direttamente interessate, ma in tutta l’Emilia in generale, molti non abbiano così tanta voglia di chiudersi in un cinema, per cui la flessione degli incassi che è una tendenza nazionale sarà per questa zona ulteriormente accentuata.
Dalle mie prime ricerche in rete segnalo alcune sale cinematografiche che risultano danneggiate e chiuse: Cinema Teatro Lux di Rovereto sul Secchia (MO), tra l’altro uno dei primi cinema in cui sono andato per lavoro di installazione, Cinema Lux di Quistello (MN), Cinema Eden di Carpi (MO), Cinema Corso di Carpi (MO), Cinema Teatro Comunale di Quintengole (MN).

Mi piacerebbe tenere aggiornata la lista ed anche dare la notizia dell’eventuale riapertura di alcune di queste sale.

La finestra sul…. cinema digitale (statistiche bis)

Sempre a proposito di statistiche relative ai cinema che si “digitalizzano” si parla per l’Italia a fine 2011 del quinto posto in Europa per numero di sale convertite, se però invece del numero assoluto ci si concentra sulla percentuale scopriamo che il nostro paese sfiora il 40%, ancora lontano dalla soglia psicologia ed economica della metà e questo ci colloca nella parte finale della classifica.
Forse è meglio guardare alla percentuale di penetrazione altrimenti l’Italia risulterebbe stabilmente avanti a Norvegia e Lussemburgo che hanno completato il processo da molto tempo ma hanno un parco sale 10 volte inferiore a quello italiano.

Non sono solo numeri….

La finestra sul… cinema digitale (statistiche)

Per le statistiche sul processo di conversione delle sale cinematografiche la Rete risulta un pò avara, nel senso che informazioni con una certa complessità, dettaglio non sono facili da trovare, soprattutto perché i report vengono distribuiti a pagamento.
Faccio fatica a capire chi è interessato e disposto a pagare e spesso non poco per avere accesso a dati utili, interessanti, ma superati nel giro di qualche mese, ma forse mi manca qualche elemento che mi consenta di capire meglio.

Nel frattempo segnalo il frutto delle mie ultime ricerche, si tratta di piccoli estratti segnalati dal sito Manice – Comprendre le cinéma numerique: il primo con statistiche aggiornate alla fine del 2011 con il numero assoluto delle sale attrezzate con la tecnologia digitale nel mondo e qualche indicazione sulla evoluzione e sulla percentuale di penetrazione nei singoli paesi europei.
Il secondo, invece, è appena più vecchio, presenta dati relativi alla fine del terzo trimestre del 2011 con grafici che presentano il rapporto fra 35mm e digitale da un lato e fra 2D e 3D dall’altro.

Le statistiche non hanno bisogno di commenti ed analisi particolari, la ricerca di dati sempre aggiornati continua….

Starcity Rastignano, multisala in standby…

L’altalena di chiusure e riaperture che ha caratterizzato da sempre la vita della multisala Starcity di Rastignano non ha fine; dopo i problemi legati all’impianto di riscaldamento, cedimenti strutturali, ben più grave mi sembra la situazione che si è creata con l’arresto di membri della società proprietaria dell’immobile che ha reso sempre più remote le possibilità che riprendano le proiezioni cinematografiche in quella che al momento era l’unica sala della provincia di Bologna attrezzata per proiezioni digitali 4K.
Questo uno dei tanti articoli apparsi nelle cronache locali che ricostruisce la vicenda, mentre per rimanere aggiornati non resta che seguire il gruppo dedicato allo Starcity su Facebook.

Tracce di cinema: Olimpia Bologna in demolizione

Nel post in cui parlavo del Cinema Olimpia chiuso avevo scomodato il vincolo sul cambio di destinazione d’uso, invece l’edificio, dopo essere stato completamente “incartato” per un pò, sta cedendo sotto i colpi della ruspa:

Olimpia Bologna in demolizione

La prossima foto testimonierà il palazzo che sorgerà al suo posto, fra non molto.

Cabine di proiezione: Cinemacity Ravenna

Cabina di proiezione Cinemacity Ravenna

Planetary projection, ovvero la scomparsa del proiezionista

Planetary projection è il nome del progetto che mira ad una mappa mondiale dei proiezionisti cinematografici, proprio nel momento in cui la figura, così come la conosciamo, sta scomparendo.

Mi sembra un progetto interessante, ambizioso, anche se limitandosi ad una scheda biografica ripercorre gli schemi della pubblicazione classica e non sfrutta la potenza che lo strumento del sito web offre.

Prima o poi anch’io dovrò decidermi di preparare la scheda “a futura memoria”, per il momento segnalo alla comunità dei proiezionisti il progetto che è appena partito.

La pellicola guadagna un anno? Dal 2013 al 2014?

La notizia dell’accordo in Italia fra distributori ed esercenti su una Virtual Print Fee (il contributo date alle sale cinematografiche che installano sistemi di proiezione digitale) dimezzata per teniture di una settimana, si inserisce in un programma che annuncia la fine della distribuzione in pellicola alla fine del 2013.

Tempo fa si parlava di inizio 2013, la pellicola ha guadagnato un altro anno di vita.

Tracce di cinema: segni scomparsi

Finora in Tracce di cinema ho sempre fotografato e segnalato qualche elemento o dettaglio dell’arredo urbano che rappresenta un segno della passata presenza di una sala cinematografica, ci sono però molti casi in cui le tracce sono scomparse e resta soltanto la memoria di qualcuno che ricorda che quel palazzo ospitava una sala cinematografica.
Attingendo a i miei ricordi ecco qualche foto per cinema che non hanno lasciato altri segni:

l’Actor’s Studio, il primo cinema in cui ho visto un film al mio arrivo a Bologna, quando ancora proiettava prima visione, poco dopo è inziato il suo declino con la trasformazione in cinema a luci rosse;

Ex Cinema Actor'Studio

il Settebello, il primo cinema al cui smantellamento ho partecipato in prima persona;

Ex Cinema Settebello

l’Alfa parrocchiale “atipico” del periodo universitario in cui era possibile assistere al doppio spettacolo con film del passato, chiuso definitivamente nella primavera del 1990;

Ex Cinema Alfa

Con questa carrellata ho quasi esaurito la ricognizione delle ormai ex sale cinematografiche a Bologna…. a meno che non ne chiudano ancora.

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