Archive for ottobre, 2008

Semplicemente, una foto

Ormai andare nei cinema per lavoro e fare fotografie sono diventati un automatismo, se non addirittura una mania, al punto che comincio a scattare foto quasi avendo delle pretese; la settimana scorsa mi è capitato di entrare per manutenzione al cinema Medica Palace di Bologna, nell’atrio poco illuminato, poiché era mattina, mentre aspettavo di entrare in cabina, l’occhio mi è caduto su questo manifesto, mi è piaciuta la luce che c’era ed ho provato addirittura con il cellulare.

Non ho mai amato particolarmente 007, ma attorno a questo film ci sono una serie di coincidenze, da fine ottobre per qualche giorno farò una breve vacanza a Londra, mi piacerebbe vedere un film all’Electric Cinema, una piccola sala, un pò eclettica, a Notting Hill, che avrà in programmazione proprio Quantum of Solace. Non ho idea se riuscirò ad avere un biglietto per entrare e, magari, scattare anche una foto.

Aspect ratio: la guerra dei formati

Nella proiezione cinematografica quello che vediamo sullo schermo è il risultato della riquadratura e dell’ingrandimento della lunghissima serie di fotogrammi di cui è composto il film: l’ingrandimento viene fatto dall’obiettivo di proiezione, scelto in funzione della grandezza dello schermo e della distanza di proiezione, mentre la riquadratura avviene grazie al mascherino, un foro rettangolare posto sul piano pellicola che interviene sulla porzione di immagine da proiettare. Questo disegno può dare un’idea di ciò che accade più di tante parole.

Una sala di prima visione, normalmente, ha a sua disposizione i due formati oggi più diffusi che sono rappresentati dal Panoramico widescreen di origine nordamericana e  dal Cinemascope, ma la storia del cinema è anche una storia della tecnica cinematografica, in poco più di cento anni si è svolta una sperimentazione continua con formati di proiezione legati ad una fase o anche ad una zona geografica, che sono nati, si sono affermati per un periodo più o meno breve e poi sono stati abbandonati. Qui si trova una breve ricostruzione storica che dà un’idea dell’evoluzione dei formati cinematografici.

In tutte quelle situazioni in cui si tratta di riproporre film appartenenti ad un periodo storico passato, quali possono essere festival cinematografici, rassegne, proiezioni all’interno delle cineteche, diventa necessario un lavoro di ricerca sul formato cinematografico del film, lavoro del quale spesso non si considera a sufficienza l’importanza e che, in alcuni casi, porta ad ottenere indicazioni contraddittorie.

A tale scopo voglio segnalare due risorse che in questi anni mi sono state di aiuto in tutte quelle situazioni in cui era necessaria una ricerca per proiettare fedelmente film appartenenti al passato; in primo luogo Internet Movie Database, un ricchissimo database fruibile liberamente per molte sezioni, in cui è possibile inserire nel campo di ricerca, ad esempio, il titolo del film anche in italiano, e che consente di ottenere una quantità di informazioni che possono soddisfare persino le curiosità di semplici appassionati. Le indicazioni sui formati sono sotto la voce technical specs nella colonna di sinistra; a questo si aggiunge Turner Classic Movies che, a dispetto del nome, offre ottimi risultati anche su film recenti.

Pochissime sono state le volte in cui la ricerca svolta attraverso questi siti non ha prodotto risultati, sono veramente una miniera di informazioni, per me fondamentale per non incappare in errori grossolani. E’ vero che quando si tratta di proiettare film di repertorio provenienti da restauri o ristampe questi siti sono da considerare un punto di partenza, con la successiva necessità di effettuare verifiche dirette con i restauratori o con i detentori delle copie; non è poi così raro che si intervenga sui formati o che ci siano differenze di interpretazioni sul “giusto” mascherino di proiezione.

Proiezionisti sul web

Il mestiere del proiezionista  si impara sul campo, molto rari sono gli esempi di formazione specifica offerta a chi vuole entrare in contatto con questa professione. Nella maggior parte dei casi l’unica possibilità è data da una sorta di “apprendistato” presso una cabina, se si riesce a trovare un proiezionista disponibile a trasmettere le sue conoscenze, cui segue l’esame per il conseguimento del patentino, necessario per esercitare la professione.

Oggi, grazie al web, questa fase di apprendimento è resa un pò più facile, numerose, infatti, sono le risorse che è possibile trovare in internet sia come documentazione, sia come comunità di settore dove avviene un intenso scambio di idee e condivisione di informazioni.

Di seguito una breve panoramica di siti cui l’aspirante proiezionista si può rivolgere: per la lingua italiana un riferimento è rappresentato dal sito di www.proiezionisti.com, all’interno del quale è presente un forum con oltre 1500 iscritti molto attivo e ricco di discussioni ed informazioni, per chi invece vuole confrontarsi con la lingua inglese e la realtà cinematografica del Nord America da segnalare www.film-tech.com che nel forum raggiunge quasi 5000 iscritti ed infine, per chi ha interesse e dimestichezza con la lingua francese, da segnalare http://projectionniste.net.

Tutti i siti segnalati si caratterizzano, oltre che per la presenza di forum di discussione, anche per la messa a disposizione di manuali, software, immagini, video e risorse in genere, utili anche per chi già lavora come proiezionista.

Non sparate sul proiezionista

Quando ho iniziato, come proiezionista, in un cinema di Bologna ormai chiuso, la mia preoccupazione era sempre di ottenere il massimo nella proiezione.

Ex Cinema Fulgor di Bologna

Ex Cinema Fulgor (Bologna)

Questo mi ha portato a cercare sempre una cura minuziosa dei particolari, con buoni risultati, ma anche con dei limiti, spesso dettati dalla dotazione tecnica di cabina.

Quando è finita la mia esperienza di proiezionista ed è iniziata quella di tecnico mi sono trovato a curare manutenzione ed installazione in diversi cinema, dalla multisala al parrocchiale, dalla sala singola all’arena estiva e da allora qualcosa è cambiato. Pur cercando di introdurre attraverso il mio lavoro la massima qualità nella proiezione, mantenendo lo stesso scrupolo ed attenzione per i dettagli, ho cominciato a vedere la sala cinematografica con un occhio diverso.

Mi sono imbattuto in una varietà di realtà che non potevo neanche immaginare e ho cominciato ad apprezzare il fatto che le sale cinematografiche raggiungessero il loro risultato attraverso dotazioni spesso diversissime fra di loro.

Anch’io rimango affascinato da quelle sale che si collocano ad un livello di eccellenza ed ho le mie difficoltà quando mi imbatto in proiezioni molto approssimative, tuttavia oggi vivo la sala cinematografica come un luogo attorno al quale si riunisce una comunità di spettatori, comprendo maggiormente i limiti che ognuna ha e questo mi porta a vivere il mio intervento al servizio delle necessità e delle possibilità dei cinema che incontro.

Sullo sfondo è sempre presente la mia ambizione alla perfezione, ma la utilizzo, più semplicemente, per fare meglio il mio lavoro.

Giuntatrice 35mm

Questo è quello che può accadere ad una giuntatrice per montare i film, la cosiddetta Pressa Catozzo in assenza di manutenzione:

i residui  di scotch riempiono gli spazi fra la lama ad U e la punzonatrice creando uno spessore che riesce a rompere la fusione in alluminio, oltre a danneggiare la stessa lama che, allargandosi, non taglia più bene.
Provvedere alla regolare manutenzione e pulizia non è difficile. occorre solo molta accortezza nel rimontaggio dei pezzi dopo la pulizia dei residui di scotch, visto che si tratta di uno strumento di precisione. Se non si procede ad una minuziosa registrazione componente per componente sarà impossibile ottenere l’originario taglio perfetto.

Manutenzione moviole

Il caso di oggi è una moviola della Intercine di Milano, ditta che ha cessato la sua attività da parecchi anni. La manutenzione ha riguardato l’impianto elettrico con il serraggio dei morsetti e la pulizia dell’ossido dai contatti, la pulizia del piano passaggio pellicola con lubrificazione dei rulli, dei rocchetti di trascinamento e dei piatti, oltre ad un’accurata pulizia del complesso ottico che consente la proiezione. In questo caso, sarebbe stata necessaria almeno la sostituzione del prisma, molto rovinato, ma l’assenza del pezzo di ricambio, mi ha costretto alla semplice pulizia, nella speranza che in futuro si riesca a reperire un pezzo in condizioni migliori. Il risultato generale è stato soddisfacente, con l’eliminazione di fastidiose scariche elettriche nell’impianto audio ed un notevole miglioramento della proiezione:

Ecco la moviola al lavoro

Ecco la moviola al lavoro

L’archivio della Cineteca di Bologna possiede anche altre moviole: della ditta Prevost di Milano, ancora presente sul mercato, ed in grado di fornire una notevole quantità di pezzi di ricambio, e della Kem, ditta tedesca che ha in produzione moderne moviole e telecinema. A partire dai prossimi giorni l’intervento di manutenzione riguarderà proprio queste.

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