Lampade xenon dalla pellicola al digitale

I proiettori digitali, analogamente ai proiettori in pellicola, adottano lampade allo xenon che vanno dai 1200 agli 8000 Watt di potenza, a seconda dei modelli e della grandezza dello schermo di proiezione.
Sulle caratteristiche e specificità di queste lampade ritornerò con un post dedicato, cercando di dare qualche elemento sulla varietà di modelli, sulle compatibilità, nonché sulla durata delle stesse, quello che mi interessa sottolineare in questo articolo è la questione del cambio della lampada.
Da sempre il cambio delle lampade è considerato lavoro da “specialisti”, non tanto per la difficoltà, quanto per la pericolosità, le lampade allo xenon sono da maneggiare con grande attenzione e prudenza, poiché la pressione del gas contenuto all’interno le rendono estremamente pericolose in caso di rottura.
Con l’avvento del digitale ciò che è cambiato, sostanzialmente, è che mentre nei proiettori in pellicola l’abitudine diffusa è quella di cambiare la lampada non sulla base della durata indicata dalle case produttrici, ma solo quando la luce diventa ai limiti del visibile o fastidiosamente instabile, con i proiettori digitali, per ogni modello di lampada viene impostata obbligatoriamente la durata indicata dalla casa produttrice ed al raggiungimento di delle ore previste il proiettore dà un segnale di allarme, ricordando la necessità di provvedere al cambio lampada.
L’altra differenza sostanziale è rappresentata dal fatto che le necessità del 3D (che si ritrova nella quasi totalità delle installazioni digitali in Italia) comportano un utilizzo della lampada praticamente al massimo della potenza sin dall’inizio, il che riduce la vita della lampada, mentre nei proiettori in pellicola, generalmente, si parte da una potenza più bassa per arrivare al massimo solo nella fase finale della vita della lampada, e questo incide notevolmente sulla luminosità e sulla vita media della lampada.
Le visite per la sostituzione delle lampade si fanno molto più frequenti e spesso per esercenti e proiezionisti si avverte l’esigenza di essere autonomi, da un punto di vista tecnico la procedura di sostituzione è abbastanza semplice, per il successivo azzeramento del contaore e allineamento della lampada il software di controllo rende la procedura più semplice di quello che avviene per la pellicola, tuttavia il problema della sicurezza rende consigliabile affidarsi ad un tecnico o in alternativa avere tutti gli strumenti e le conoscenze necessarie, tenendo presente che in caso di “danni collaterali” per errori o distrazioni la situazione potrebbe diventare molto complicata.

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2 Responses to “Lampade xenon dalla pellicola al digitale”

  1. alessandro scrive:

    interessante, anche se va detto che chi sfruttava così tanto le lampade (questa volta l’esercente e non certo il proiezionista, almeno per quanto ho potuto constatare) erano proprio persone professionalmente non idonee. Piuttosto una cosa che non ho mai saputo se appartenesse all’ambito delle leggende metropolitane oppure no, era la storia del leggero giro all’ampolla per meglio distribuire l’usura degli elettrodi, cosa che non ho mai fatto. Ho sempre cambiato le lampade alla scandenza, salvo appunto tirarle fino allo sfinimento quando il proprietario a causa dei magri incassi ne rimandava sempre l’acquisto. Ciao:)

  2. Rosario scrive:

    La durata delle lampade dei proiettori in digitale si è molto abbreviata rispetto alla durata delle classiche xenon, e senza che quest’ultime vengano installate con le precauzioni di cui sopra. Tali precauzioni, a mio dire, lasciano il tempo che trovano: ruotare il bulbo è solo una perdita di tempo inquanto ciò non garantisce nè il prolungamento della vita della lampada, nè una migliore luminosità, inoltre comporta sempre rischi e richiede il controllo della centratura della lampada. Per l’amperaggio và detto che la ditta produttrice (osram) indica da catalogo un amperaggio ottimale, non un range in cui operare, inoltre, alcuni raddrizzatori hanno un amperaggio predefinito. A mio dire ha senso prolungare la vita di una lampada se, per ragioni lavorative, non si ha l’immediata possibilità di sostituirla, le ragioni economiche sono irrisorie perchè se, ad esempio, una 2000w costa intorno ai 500 euro e viene sostituita, diciamo, una volta all’anno, ebbene se un cinema ha problemi a spendere 500 euro l’anno per sostituire una lampada, farebbe meglio a chiudere.
    Personalmente noto, con l’avvento dei proiettori digitali, la tendenza alla decentralizzazione dei processi lavorativi, e spesso l’affidaamento di determinate mansioni a figure profesionali esterne: ad esempio, spesso, per conoscere le ore lavorate da una lampada bisogna contattare la ditta di assistenza; la centratura viene eseguita sulla macchina da un operatore in contatto telefonico con l’assistenza; infine, spesso queste lampade devono essere sostituite senza che ne sia dato preavviso.

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