Archive for luglio, 2010

Sul destino della pellicola 35mm

A circa un anno dall’affermazione della proiezione digitale si può tentare qualche bilancio.
Nonostante dati ufficiali continuamente aggiornati non siano facili da reperire, siamo ormai vicini ai 600 schermi attrezzati con proiettore digitale e uno dei sistemi per il 3D, siamo quindi, in Italia, sull’ordine del 12% degli schermi che hanno affiancato alla proiezione in pellicola quella in digitale.
Il primo dato infatti è questo: i due sistemi sono sempre compresenti, rarissimi sono i casi di sale che hanno già rinunciato alla possibilità di proiettare in pellicola e si tratta comunque di complessi con più sale.
Di seguito propongo una serie di elementi per delineare il quadro: un film di successo viene distribuito in 600-700 copie e quindi abbiamo una certa corrispondenza con il numero di sale digitalizzate, anche perché, finora, non ci sono stati casi di film che non venissero distribuiti sul supporto in pellicola. Resta infatti una cospicua fetta di spettatori che al digitale 3D preferisce la pellicola, non solo per la recente polemica sui rischi e pericoli della visione con gli occhialini, basta pensare che Toy stories 3 sta vedendo i suoi incassi fra il 22 e il 25% venire dalla proiezione tradizionale in pellicola.
Da un punto di vista geografico la diffusione del digitale è avvenuta con omogeneità nelle varie zone del paese, senza divario fra nord e sud o fra città e piccoli centri, inoltre in Italia è presente un fenomeno caratteristico rappresentato dalle arene estive cittadine, in provincia ed anche in riva al mare che, per un periodo che va dai 50 agli 80 giorni, ripropongono i film di maggiore successo della stagione passata, è un fenomeno che ha ancora una sua rilevante quota di mercato; alla seconda estate “digitale”, con ormai un certo numero di film in 3D usciti, per le arene estive tutto è rimasto come prima, con i vecchi proiettori in pellicola che ancora una volta sono stati rimessi in moto.
Immaginare come si evolverà la situazione non è facile, la transizione è in atto è proseguirà, ma considerando tutto credo che gli scenari che ipotizzano la scomparsa della pellicola nel giro di tempi molto brevi siano un pò troppo ottimisti.

Film test per il 3D in pellicola

Pellicola 3D

Film test 3D Universal

Film test 3D

Alcuni spezzoni di film test utilizzati nella taratura del 3D degli anni 80, il famosissimo Lo squalo 3 e il meno noto film di fantascienza Metalstorm: metà fotogramma per occhio ed un obiettivo speciale ed ecco ottenuta la profondità sullo schermo.

Guida per la cabina di proiezione digitale

La Commission Supérieure Technique de l’Image et du Son (CST) insieme alla Fédération Nationale des Cinémas Français (FNCF) hanno elaborato una guida sulla proiezione digitale che mi sembra estremamente interessante.

La Guide technique de la cabine de cinema numerique, liberamente scaricabile in Pdf, rappresenta il tentativo di analizzare tutti gli aspetti che si devono affrontare nel momento in cui si decide di integrare la proiezione in pellicola con quella in digitale e può risultare utile al proiezionista per avere un’idea generale e un primo approccio alla nuova tecnologia, al gestore della sala che può valutare quali sono i problemi da risolvere a partire dalle caratteristiche della propria sala, ma risulta essere anche un utile strumento e un punto di riferimento per una serie di “buone pratiche” nell’opera di installazione.

Cinema Ritrovato 2010: il 3D delle origini

Il festival ha vissuto una serata molto particolare dedicata ai Fratelli Lumière, con la proiezione di una serie di filmati delle origini del cinema, fra i quali hanno spiccato i primi tentativi di introdurre la terza dimensione al cinema.
Ovviamente si tratta di esperimenti, basati sulla tecnica dell’anaglifo, con effetto tridimensionale spesso molto rudimentale, tuttavia rappresentano la testimonianza che il tentativo di introdurre la profondità sul grande schermo non è un’invenzione dell’ultimo anno, ma ha percorso sin dall’inizio, ciclicamente, la storia della tecnica cinematografica, con esiti più o meno fortunati, anche a prescindere dalla complessità di gestione della proiezione.
Per contestualizzare l’evoluzione della proiezione stereoscopica al cinema il rimando più semplice è all’excursus che si trova su Wikipedia, buon punto di partenza per ulteriori ricerche.
Quella che segue è una foto a testimonianza della serata, gentilmente concessa da Lorenzo Burlando, che ha svolto un lavoro di documentazione fotografica dell’intera manifestazione:

Il pubblico con gli occhialini 3D per la serata Lumière in Piazza Maggiore

Cinema ritrovato 2010: la conclusione

La rassegna, sabato scorso, si è conclusa passando la mano a Sotto le stelle del cinema, la vera particolarità di questa edizione, dal punto di vista del mio lavoro, è stata la presentazione di film muti delle origini del cinema non in pellicola, ma in digitale, il restauro compiuto, che ormai passa immancabilmente per il supporto digitale 2K, non ha visto, in questo caso, la stampa su pellicola e, probabilmente, questa è la tendenza verso la quale stiamo andando.
Fa un certo effetto veder film muti, con tutti i difetti classici del film recuperato da copie in condizioni precarie, quali graffi sull’emulsione e sul supporto, scarti di formato, fuoco non perfetto, riprodotti con un mascherino elettronico, perfettamente squadrato e senza sbavature.
In questo caso il digitale sembra, come dire …. dissonante.

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