Archive for the ‘3D’ Category

La ruota danneggiata del MasterImage

Ruota MasterImage danneggiata 1

Questo è il risultato del tentativo di pulire dalla polvere la ruota del MasterImage mentre sta girando: al proiezionista è sfuggito il panno e con oltre 2000 giri al minuto il gioco è fatto, del resto le istruzioni parlano chiaro: pulire sempre a dispositivo non alimentato!

Panavision 3D

Annunciato circa un anno fà, Panavision 3D, è il sistema per la stereoscopia nelle sale cinematografiche che sembrava dovesse ridefinire i rapporti di forza dei principali attori finora imposti sul mercato.
Simile, per certi versi al sistema della Dolby, i suoi punti di forza stanno nell’utilizzo del tradizionale schermo bianco, nella possibilità di essere installato, ovviamente con dotazione hardware diverse, sia nei proiettori 35mm che nei proiettori digitali e, soprattutto in un costo degli occhiali riutilizzabili decisamente più basso rispetto ai concorrenti che non ricorrono all’occhialino usa e getta, si parlava di una cifra fra i 5 e i 7 dollari al paio.
A distanza di un anno la Panavision resta leader nel mercato delle ottiche e dello sviluppo tecnologico in fase di ripresa, ma non sembra essere in grado di inserirsi nel mercato del 3D, soprattutto in una fase in cui la novità sembra giunta al suo culmine.
L’unico elemento di novità potrebbe essere rappresentato dal fatto che Panavision 3D è compatibile anche con i proiettori Sony, rompendo così il monopolio delle installazioni per i proiettori che utilizzano tecnologia SXRD, attualmente detenuto dalla RealD.
Si parla della seconda metà del 2011 per vedere i primi risultati di questa nuova possibile alleanza, ma credo che, almeno in Italia, non avremo molti riscontri, attualmente i sistemi digitali installati con questo marchio sono soltanto 6, nel resto del mondo, dove la Sony ha un mercato più ampio potrebbero esserci delle novità, anche se resta tutto da vedere qual’è il modello commerciale che verrà proposto: affitto con royalties o vendita?
Intanto una breve scheda tecnica riepilogativa del nuovo sistema per il 3D.

Occhiali 3D e igiene: un’inchiesta dagli Stati Uniti

Una inchiesta giornalistica negli Stati Uniti ha riportato alla ribalta la questione dell’igiene degli occhiali per il 3D, al momento è difficile sapere il clamore e le conseguenze che ci saranno sulla sponda europea, ma la scoperta di funghi e batteri fecali sia sugli occhiali passivi che su quelli attivi, sia dopo l’utilizzo nei cinema che negli occhiali ancora imbustati, pone un problema serio di sicurezza ed igiene.
Per avere una ricostruzione approfondita dell’inchiesta, ma anche di ciò che è avvenuto negli utlimi mesi in Italia vi segnalo l’articolo di AVMagazine che ha il pregio di ripercorrere con grande professionalità le recenti vicende e di cogliere gli aspetti centrali della questione aldilà delle polemiche pretestuose o delle ricostruzioni approssimative fatte sull’onda dell’emotività.

Il cinema dal 2D al 3D, andata e ritorno

I dati ufficiali Cinetel relativi a Shrek raccontano che il 45% circa delle presenze è stato ottenuto dal film in 2D, stiamo parlando di un film moto atteso, i cui risultati confermano una tendenza al ridimensionamento del 3D in atto già da un pò di tempo.
Adesso non rimane che attendere il nuovo episodio di Harry Potter, per la prima volta in 3D, per vedere cosa accadrà al formato stereoscopico, al quale molti film sembrano voler rinunciare, primo fra tutti Batman 3.

Scenari e tendenze per il 3D

Dagli Stati Uniti arrivano segnali di un forte calo degli incassi in 3D, è presto per trarre delle conclusioni e ogni paese è un caso specifico, tuttavia voglio segnalare questo articolo, dal titolo un pò apocalittico, in attesa di altri elementi, primo fra tutti il risultato dell’atteso ultimo capitolo della saga di Shrek, che diano indicazioni più precise.

Film test per il 3D in pellicola

Pellicola 3D

Film test 3D Universal

Film test 3D

Alcuni spezzoni di film test utilizzati nella taratura del 3D degli anni 80, il famosissimo Lo squalo 3 e il meno noto film di fantascienza Metalstorm: metà fotogramma per occhio ed un obiettivo speciale ed ecco ottenuta la profondità sullo schermo.

Occhiali XpanD x103

La XpanD ha approfittato della vetrina offerta dal Festival di Cannes per annunciare che, a breve, arriveranno sul mercato i nuovi occhiali, modello x103, utilizzabili sia per il 3D domestico che per quello offerto nelle sale cinematografiche.
Dunque, un modello universale al cui annuncio si è cominciato a parlare di cambiamento delle abitudini degli spettatori da un lato e di semplificazione del meccanismo di gestione/distribuzione degli occhiali da parte delle sale cinematografiche dall’altro.
Si è subito immaginato che gli spettatori potranno portarsi da casa i propri occhiali magari sperando, in una riduzione di prezzo del biglietto, mentre le sale cinematografiche saranno svincolate dalla complessa procedura distribuzione, ritiro e sterilizzazione dei dispositivi.
Tutto questo presuppone una forte penetrazione del 3D ad uso domestico, cosa che è tutta da verificare, basta pensare che il costo del solo occhiale è annunciato fra i 120 e i 150 euro, oltre al fatto che questi occhiali sono si universali, ma solo per il sistema 3D della XpanD e non riesco ad immaginare uno spettatore sempre informato sul sistema in dotazione della sala, pronto a distinguersi fra 3D passivo ed attivo, con i tasca l’occhiale per ogni occasione.

Oculus 3D: un altro sistema per il 3D in pellicola

Visto l’enorme successo del 3D, era abbastanza scontato che la Technicolor non restasse da sola sul mercato della proiezione in 3D in pellicola,  dagli Stati Uniti arriva Oculus 3D (che si occupa di ripresa in stereoscopia) che offre una ulteriore soluzione che evita la conversione al digitale proponendo un sistema molto simile, come concezione, al Technicolor 3D.

In entrambi i casi il fotogramma è diviso in due parti, una per l’occhio sinistro e l’altra per l’occhio destro, orizzontalmente per il sistema Technicolor 3D e verticalmente per Oculus 3D, uno speciale obiettivo si occupa di gestire le immagini proiettate su schermo silver, con occhiali passivi a polarizzazione circolare per il primo sistema e lineare per il secondo.

Per quel che riguarda gli aspetti tecnici il 3D in pellicola, da un punto di vista teorico, deve fare i conti con il problema della luminosità e con quello della deperibilità del supporto, ma quello che sarà decisivo, alla fine, è l’aspetto economico: entrambi questi sistemi si presentano come più economici rispetto ad un passaggio ad un sistema digitale ed è proprio su questo che puntano, cercando di intercettare le piccole sale cinematografiche che vorrebbero accedere alla proiezione in 3D senza grossi investimenti, oltre a quelle strutture che hanno già installato almeno un paio di sistemi di proiezione in digitale e che stanno valutando se sfruttare l’onda del 3D aumentando il numero dei posti, senza riconversioni affrettate in attesa di capire se il 3D è un fenomeno che può durare.

Dimostrazione del 3D in pellicola di Technicolor

Le prime notizie sul tentativo di recuperare la pellicola anche per il 3D risalgono allo scorso autunno, avevo già dato i riferimenti principali in questo post, adesso che è passato un pò di tempo, si trovano in rete, alla quale vi rimando, maggiori dettagli su questa tecnica, ma si cominciano ad avere le prime dimostrazioni del sistema, come ad esempio quella che si svolgerà nella sala della Technicolor di Roma il 29 e 30 marzo prossimi con proiezioni alle 18 e alle 19. Sarebbe interessante avere il riscontro di chi avrà l’occasione di partecipare.

Occhiali per il 3D: aggiornamento

La questione della sicurezza dei dispositivi per la visione di film in 3D, che sembrava risolta affrontando correttamente l’aspetto dell’igiene, è tornata prepotentemente alla ribalta in questi ultimi giorni con nuove denunce, un parere (non si capisce quanto vincolante) del Consiglio Superiore di Sanità, una possibile introduzione di restrizioni, la presa di posizione a favore degli occhiali monouso contro quelli riutilizzabili (senza considerare che si tratta di tecnologie diverse e che non si può passare dall’una all’altra semplicemente cambiando gli occhiali, ma sostituendo completamente il sistema 3D) addirittura esercenti che, nel timore di essere sottoposti a sequestri, hanno provvisoriamente sospeso le proiezioni in 3D.
Al momento la situazione sembra abbastanza confusa, non resta che seguire gli sviluppi per i quali segnalo il dibattito acceso e costantemente aggiornato sul forum dei proiezionisti, al quali intervengo un pò tutti, spettatori, proiezionisti, esercenti, che tra le altre cose ha il pregio di dare diversi punti di vista e qualche elemento tecnico utile per capire la questione più di articoli di giornali che spesso semplificano eccessivamente le cose.

Per gli occhiali 3D è solo una questione di igiene

Le vicende di questi ultimi tempi attorno agli occhiali 3D, si sono risolte con il superamento della questione della conformità CE, per cui il dispositivo in sé non deve rispondere a tali requisiti, mentre la vera questione è quella della igiene, per cui gli occhiali, se monouso, non devono essere riutilizzati, ameno che il riutilizzo non sia personale, è infatti pratica ricorrente di molte sale cinematografiche far pagare un sovrapprezzo di 1 euro la prima volta, riconoscendo lo sconto le volte successive se si portano i propri occhiali, mentre per gli occhiali che vengono riutilizzati è necessario che il processo di lavaggio e sterilizzazione sia fatto ad ogni spettacolo.
I provvedimenti di sequestro di occhiali, multe, chiusura dei sale cinematografiche sono stati tutti legati al ritrovamento di occhiali gestiti senza rispetto delle norme igieniche previste.

Un altro sistema 3D: Nestri

Ai quattro sistemi 3D conosciuti, si è aggiunto il Nestri, proveniente dalla Corea.
Se ne parla da un pò, tuttavia le notizie attorno a questo sistema sono molto scarse, sembra che sia una sorta di clone del sistema XpanD, con la differenza che gli occhiali si ricaricano ponendoli su una base, si tratta quindi di occhiali attivi che lavorano sul tradizionale schermo bianco.
In rete non si trova nulla, né foto né informazioni, anche se sembra che anche in Italia ci siano alcune installazioni 3D con questo sistema: l’unica di cui ho trovato notizie certe è quella del Nuovo Cinema Aquila della provincia di Roma, come risulta dalla scheda tecnica al loro sito.

Il 3D nel mondo

Attorno al 3D c’è molta curiosità e molto fermento, fra le richieste ricorrenti degli spettatori c’è quella di conoscere il sistema scelto dalle sale cinematografiche frequentate, magari per poterne scegliere uno piuttosto che un altro.
Da questo punto di vista la rete è abbastanza generosa, di seguito i siti dei quattro sistemi dove sono indicate nel dettaglio le installazioni con indicazioni per area geografica, numero degli schermi, nome del cinema e, in alcuni casi, il tutto con tanto di mappa.

Vi presento i link alle sottopagine per ognuno dei quattro sistemi operanti sul mercato in rigoroso ordine alfabetico: Dolby, Master Image (cliccare su MasterImage 3D screens in basso a sinistra), RealD, XpanD, rimandando per le caratteristiche principali ad una breve presentazione che ne ho fatto tempo fa in questo post.
Non sono riuscito a trovare lo stesso tipo di informazioni nei siti dei produttori di proiettori digitali, ma soprattutto mi sembra che non ci sia, ed è un vero peccato, un elenco aggiornato in cui sia specificato a quale marca e modello di proiettore digitale è abbinato il sistema 3D sala per sala.
Devo dire che la ricerca, per quel che mi riguarda, non è ancora completata, continuerò a cercare per vedere se riesco a trovare qualche informazione al riguardo.

Occhiali per il 3D: conformità CE ed igiene

Il fine settimana appena trascorso è stato segnato da una querelle sugli occhiali per il 3D: a partire da lamentele di spettatori per nausea o mal di testa in seguito alla visione di un film in 3D, il Codacons ha effettuato una denuncia affinché sia controllata la regolarità rispetto alle normative comunitarie degli occhiali in questione.
La situazione è ancora in evoluzione, visto che nel frattempo si sono avuti controlli dei NAS, intervento dell’AGIS, presentazione di dichiarazioni di conformità da parte dei produttori, lamentele di spettatori per occhiali sporchi o mal custoditi, tuttavia le questioni principali sembrano due: da un lato la dichiarazione di conformità CE per i dispositivi utilizzati, dall’altro la loro igiene.
Per il primo aspetto ci sono ditte che hanno presentato documentazione per dimostrare il rispetto della legge ed altre che sostengono che gli occhiali in sé non debbano avere il marchio CE, vedremo come si evolverà il tutto.
Invece, per quel che riguarda l’igiene si tratta di vedere cosa fanno i singoli esercenti, gli occhiali che possono essere riutilizzati (XpanD e Dolby) devono essere puliti e sterilizzati ad ogni spettacolo, e qui le metodologie utilizzate in questa fase iniziale sono le più disparate, dalla salviettina monouso, alla lavastoviglie, alla macchina sterilizzatrice dedicata; per gli occhiali usa e getta (RealD e Master Image) il problema non si pone in quanto sono monouso, eventualmente riutilizzabili solo dallo stesso spettatore che li conserva per la visione successiva.
La questione dei fastidi in seguito alla visione di un film in 3D è invece totalmente indipendente, visto che c’è una componente individuale legata a difetti della vista o particolare sensibilità personale che possono rendere difficoltosa o fastidiosa la visione.

3D: dal cinema alla televisione

Si è concluso ieri a Bologna il Future Film Festival, mi ero ripromesso di andare dietro le quinte, complici amici proiezionisti, per sbirciare l’allestimento e fare qualche foto, invece non sono riuscito a passare neanche per un’occhiata veloce, l’unica cosa del festival in cui mi sono imbattuto, un pò casualmente, è stato il 3D televisivo.
Avevo letto alcune cose, ma non pensavo che i tempi fossero così serrati, invece sabato scorso, entrando per prendere il programma e fare un giro, mi sono imbattuto in un ministand della Panasonic, allestito per dimostrazioni 3D.
All’entrata venivano consegnati occhiali della XpanD, anche se la marca era coperta da adesivi generici che indicavano un 3DFullHD, la saletta era molto piccola, 15, forse 20 posti, con un televisore al plasma di oltre 100 pollici con sopra, visibili, i trasmettitori ad infrarossi di sincronizzazione dell’occhiale attivo, la ragazza che ha brevemente spiegato ciò che stavamo per vedere, ha parlato di una otturazione 120 volte al secondo e non 144 come al cinema, dovrebbe essere legato alla differenza del numero di Hz di riferimento, 60 per la tv 24 per il cinema, ma non so dire di più.
I contenuti presentati erano, oltre all’immancabile trailer di Avatar, eventi dal vivo: dalla Formula 1 al calcio, dall’atletica alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino, la visione era buona e sufficientemente luminosa, quello che non so dire è l’ampiezza dell’angolo entro il quale la visione resta tale, visto che tutti i posti erano dentro un angolo abbastanza ristretto.
La maggiore differenza fra questo 3D e quello che si vede al cinema è stata l’assenza dell’effetto dell’oggetto che esce dallo schermo, tutto aveva una profondità dentro lo schermo, nulla usciva fuori. E’ una caratteristica del 3D per la televisione o un errore di settaggi?
Un’ultima nota sugli occhiali, avevo letto che la partnership fra i colossi che puntano sul 3D domestico era con la RealD che, a differenza di quello che accade al cinema, prevede per la tv occhiali attivi, scoprire che anche la XpanD è presente, con lo stesso occhiale usato al cinema, farà sicuramente pensare molti esercenti che potranno sfruttare in vari modi la convergenza.
Il limite di penetrazione commerciale dell’XpanD, almeno in Italia, è infatti legato ai costi di acquisto, gestione e manutenzione degli occhiali che non sono usa e getta, il fatto di avere spettatori che già possiedono occhiali compatibili potrebbe cambiare molte cose. I tempi sono veramente brevi, la commercializzazione della tv 3DFullHD comincerà già ad aprile.

La lunga marcia del 3D

La mia impressione è che dopo la lunga empasse iniziale, cui è seguita la brusca accellerazione che la proiezione digitale ha avuto con il 3D, in questo momento stiamo attraversando una nuova fase di attesa.
In Italia la penetrazione del 2K assieme al 3D sembra si aggiri attorno al 7%-10% (a seconda delle fonti consultate) degli schermi attivi, ma adesso il timore di tutti è di fare un investimento che non dà certezze di ritorno economico in tempi brevi per cui l’atteggiamento prevalente è quello di attesa per forme di sostegno e finanziamento alla riconversione delle sale cinematografiche, in modo che non tutto il costo sia in capo all’esercizio cinematografico.
Questa analisi, che è relativa alla situazione italiana trova riscontro nell’interessante articolo del Los Angeles Times che traccia un quadro della situazione nordamericana che mi sembra in linea con quella che è la nostra esperienza.
Il parametro sul quale fare ulteriori valutazioni resta sempre l’atteso Avatar a gennaio 2010.

3D: il sistema Master Image

Devo aggiungere, a completamento del mio precedente post, l’approfondimento sul sistema 3D messo a punto dai coreani della MasterImage, la fonte è sempre il già citato Manice – Comprendre le cinéma numerique, che ha completato il dossier proposto qualche mese fa.

Technicolor, digitale, 3D e…. pellicola

I rumori attorno al digitale ed al 3D sono assordanti, soprattutto se rientra in gioco la pellicola: leggendo qua e là scopriamo che la Technicolor, che attorno al digitale ha impegnato molte energie, lancerà in autunno un sistema per proiezione 3D compatibile con gli attuali proiettori cinematografici in pellicola.

E’ solo un annuncio recentissimo le cui caratteristiche principali sono presentate sul sito della Technicolor, riprese da Dcinema Today, ma sono state affrontate dal Los Angeles Times già alla fine del mese scorso.

Sulle caratteristiche del sistema e sulla sua qualità sappiamo ben poco, si parla genericamente di una lente speciale e della classica polarizzazione ottenuta con silver screen, ma un sistema che punta a mantenere in vita gli attuali proiettori e che promette la possibilità riprodurre il 3D senza investimenti sul digitale, se dovesse dimostrarsi valido, cambierebbe molto il quadro che sembrava delinearsi.

Non ci resta che aspettare e continuare ad ascoltare le voci, sicuri che ci saranno ancora novità.

3D: video, tutorial, informazioni da cinetechgeek.com

Mi sono reso conto, in questa fase di affermazione del digitale e nello specifico del 3D, di quanto sia forte la richiesta di informazioni sulle nuove tecnologie, sulle loro caratteristiche, sui meccanismi di funzionamento e le modalità di gestione, tanto per i proiezionisti che devono gestire apparecchiature nuove, che per i gestori che stanno valutando gli aspetti del passaggio dalla pellicola al digitale, con particolare attenzione al cinema tridimensionale.

Per questo segnalo la scelta fatta dal blog cinetechgeek, di affrontare i temi legati al Dcinema e al 3D attraverso video, tutorial e interviste ad operatori del settore, che credo possano risultare molto utili per avere un quadro più completo ed articolato sullo stato dell’arte.

Fra l’altro la scelta di utilizzare materiale video si colloca, dal mio punto di vista, all’avanguardia nella gestione e presentazione di informazioni attraverso il web.

Faccio riferimento al sito in generale, senza dare indicazioni specifiche su un singolo tema, poiché nel blog è possibile trovare molte notizie, per cui ognuno potrà approfondire gli aspetti che più gli interessano.

Film in 3D: pellicola e digitale

Sfruttando l’illusione stereoscopica il cinema crea la dimensione della profondità, in sostanza, con tecniche disparate, vengono inviate all’occhio sinistro e destro immagini diverse, che, elaborate dal cervello, danno la percezione della tridimensionalità anche in sua assenza.

Il 3D al cinema è un tentativo largamente praticato già con la pellicola, le prime sperimentazioni sembra risalgano agli anni ‘20, anche se di questi film non vi sono più tracce, mentre una forte accelerazione di questa tecnica si è avuta negli Stati Uniti negli anni ‘50, un film per tutti: Delitto perfetto di Alfred Hitchcock, in cui l’illusione stereoscopica è ottenuta mediante la proiezione su schermo Silver di immagini provenienti da due proiettori cinematografici che proiettano contemporaneamente, ed in sincrono, uno l’immagine per l’occhio destro, l’altro per l’occhio sinistro, ad uno spettatore minuto di occhialini polarizzanti.

Le tecniche che sono state sperimentate nel tempo sono molte e diverse fra di loro, per un elenco di film in 3D nella storia del cinema il rimando è a questo articolo del blog Ainu, oltre che a questa lista, che comprende anche le produzioni per IMAX che utilizzano una tecnologia specifica, diversa da quelle sperimentate nelle sale con proiettori 35mm.

Con l’affermazione del digitale si ripropone la sperimentazione del 3D, che, al momento, vede quattro sistemi che consistono in applicazioni hardware e software per i proiettori digitali 2K. In ordine alfabetico ecco qualche elemento sui sistemi 3D attualmente più diffusi:

Dolby 3D – Prevede l’installazione di un dispositivo all’interno del proiettore digitale, una unità di sincronizzazione ed un occhiale passivo riutilizzato a seguito di sterilizzazione, lo schermo resta il tradizionale schermo cinematografico bianco.

Master Image – Di origine coreana, il sistema prevede l’installazione di un dispositivo esterno connesso al proiettore, l’installazione di uno schermo Silver e l’utilizzo di occhialini passivi monouso.

RealD –  Necessita di uno schermo Silver, l’installazione davanti alla lente del proiettore di un dispositivo detto Zscreen e prevede occhialini monouso.

XpanD – Ottenuto attraverso un dispositivo esterno di sincronizzazione collegato al proiettore, su schermo tradizionale bianco, con occhialini attivi che provvedono all’otturazione elettronica e che sono riutilizzati dopo un processo di sterilizzazione.

E’ battaglia aperta su quale sia il sistema migliore, di certo gli elementi da considerare sono i costi, la velocità di passaggio dal 3D al 2D, la semplicità di gestione, e il fatto che il 3D ha bisogno di molta luce.

| Best Wordpress Themes and Cloud Hosting by AccuWebHosting.Com..