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Aspect ratio nella proiezione digitale 2K

Anche nell’installazione per la proiezione digitale arriva il momento della realizzazione dei mascherini, la cui impostazione avviene via software con un processo di mascheramento di quella parte di matrice del DLP volta a volta non utilizzata, di seguito la tabella di riferimento per i principali formati in uso:

Base in pixel Altezza in pixel
Cinemascope 2.39 2048 858
Panoramico 1.85 1998 1080
Panoramico 1.75 1890 1080
Panoramico 1.66 1792 1080
Academy 1.37 1479 1080
Muto 1.33 1436 1080

Da un punto di vista teorico, con un proiettore piazzato esattamente al centro dello schermo e senza inclinazione non ci sarebbero deformazioni e con film in formato digitale (DCP) predisposti in maniera corretta, cioè con un livello del nero alla massima profondità per i pixel non utilizzati, non ci sarebbe bisogno del mascherino, ma solo della memorizzazione della posizione della lente richiamata ad ogni cambio formato.
Considerando che la situazione con proiettore perfettamente centrato è molto rara da ricreare in cabine di vecchia progettazione o con limiti strutturali non superabili, è buona prassi impostare i mascherini per ogni formato per avere la copertura dei pixel che fuoriescono dallo schermo per deformazione a trapezio o per parallasse, per le quali le specifiche DCI non prevedono la possibilità di correzione come invece è prassi nella videoproiezione.

Dati tecnici: tabella velocità proiezione film muto

La tabella fornisce le indicazioni per il settaggio delle velocità dei proiettori dopo aver installato un variatore, stabililendo la corrispondenza fra numero giri del motore e velocità di proiezione, diverso fra i proiettori con rullo di trascinamento a 32 denti in cui avanzano 8 fotogrammi ad ogni giro e quelli a 24 fotogrammi in cui l’avanzamento è di 6 fotogrammi per giro.

Fotogrammi al secondo Giri motore al minuto per rullo 32 denti Giri motore al minuto per rullo 24 denti
24 180 240
23 172.5 230
22 165 220
21 157.5 210
20 150 200
19 142.5 190
18 135 180
17 127.5 170
16 120 160

Il settaggio si completa agendo sul comando di variazione della velocità e misurando il numero giri del motore con una pistola stroboscopica, a questo punto, per non  effettuare la misurazione ogni volta, si può integrare la tabella con il valore corrispondente del potenziometro o, in caso di presenza del display, con il valore in Hertz che vi appare, che sono specifici per ogni installazione.

Dati tecnici:… per limare il mascherino del muto

Ho preferito un post a parte per il mascherino del muto, nonostante nella tabella precedente potessi inserire le misure di riferimento, per potermi permettere qualche considerazione in più.

Quando si parla di cinema muto si fa riferimento ad un periodo di oltre trent’anni, in cui si passa dalle sperimentazioni degli albori alla nascita del cinema industriale. Solo per dare un’idea di ciò che si è sperimentato in quel periodo rimando alla prima parte di questa tabella, aggiungendo la considerazione che la pellicola 35 mm con quattro perforazioni e aspect ratio 1.33 (formato che identifica il muto) è stato adottato come standard mondiale solo nel 1907, ben dodici anni dopo la nascita del cinema.

Se a questo aggiungiamo che gran parte dei film prodotti nel periodo del muto sono scomparsi e che ciò che viene proiettato è il risultato di operazioni di recupero e di restauro, con la ristampa sulla base di un tentativo di ricostruzione filologica che si fonda, non di rado,  su dati e reperti incompleti, quando non contraddittori, ci si rende conto che la definizione di film muto comprende una notevole varietà di formati e pone numerosi problemi.

Poste queste premesse che sembrano rendere impossibile la riproduzione fedele dei film del periodo muto, provo a partire da alcune considerazioni che, se non altro, rappresentano lo stato dell’arte nella riproposizione del cinema degli albori.

Innanzi tutto il partiamo dalla considerazione che il fotogramma del film muto può arrivare ad occupare tutta la porzione di pellicola fra le interlinee in altezza e fra i due lati della perforazione in larghezza e che la cosa migliore nella riproduzione del film è di limare il mascherino sulla pellicola che si deve proiettare, ma questa, che è la soluzione migliore, è possibile solo nei casi di proiezione unica, mentre per rassegne di film muti, come si hanno normalmente nelle cineteche, l’ideale è avere più mascherini per far fronte alle necessità poste da stampe diverse.

Un buon punto di partenza, e direi anche un buon compromesso, quando non si ha la  possibilità di costruire il mascherino ad hoc è di partire dallo standard del Cinemascope come risulta dal film test SMPTE RP40 le cui dimensioni sono di 20.96mm di base per 17.53mm di altezza, limando anche la parte che sarebbe occupata dalla colonna sonora (pari a 2,54mm), ottenendo così una base di 23,50mm, anche in considerazione del fatto che la proiezione del film muto viene fatta con la lente del Cinemascope senza anamorfico.

Certo è che in questo caso si ha una perdita di una piccola porzione di immagine visto che le dimensioni più precise sono di 23.85mm per 17.90mm, che tuttavia, si può considerare “sopportabile”, anche perché la maggior parte delle moderne macchine di proiezione hanno uno standard di apertura di 23.5 x 17.5mm.

Dimenticavo, se si vogliono tradurre tutte le misure in pollici, è sufficiente dividere per 2.54.

Dati tecnici:kit per… limare i mascherini da proiezione

Ho organizzato in una tabella le dimensioni dei mascherini da proiezione, così come risultano dagli standard ANSI e SMPTE:

Base mm Altezza mm Base inch Altezza inch
Cinemascope 2.39 20.96 17.53 0.825 0.690
Panoramico 1.85 20.96 11.33 0.825 0.446
Panoramico 1.75 20.96 11.96 0.825 0.471
Panoramico 1.66 20.96 12.62 0.825 0.497
Academy 1.37 20.96 15.29 0.825 0.602

unita ad un set di lime ed una buona dose di tempo e di pazienza a disposizione, consente di dotare la sala di proiezione dei principali formati di proiezione ancora in uso, comprendendo anche molti film del passato. Al di fuori di questa tabella sono rimaste le dimensioni del mascherino del Muto, al quale, a breve, voglio dedicare un post specifico, con qualche dettaglio in più.

Da non dimenticare il Film Test della SMPTE RP40 – Projector Alignment and Image Quality Films (35-mm Black-and-White) o il meno conosciuto CLT 2000 Film test della Schneider, senza i quali, non c’è mascherino che tenga.

Dati tecnici: garanzia lampade Ushio

Di seguito una tabella che ho ripreso da un volantino ufficiale della Ushio, produttrice, fra le altre cose, di lampade xenon per proiettori cinematografici; si tratta della indicazione della garanzia effettuata sulle lampade in caso di reclamo giustificato.

MODALITA’ MASSIMA POTENZA MODALITA’ ECO
MODELLO LAMPADA Credito
del 100% fino a
Per
corrente massima fino a
Credito
del 100% fino a
Per
corrente massima fino a
ORE AMPERE ORE AMPERE
UXL-10SCBH 2000 50 3000 47
UXL-16SCBH 2000 65 3000 55
UXL-20SCH 2400 80 3500 69
UXL-21SCB 2400 70 3500 63
UXL-2000HRH 2400 70 3500 63
UXL-25SCH 1500 90 2200 80
UXL-30SCH 1500 100 2200 87
UXL-3000HRH 1500 100 2200 91
UXL-40SCH 1000 135 1500 115
UXL-50SCH 1000 140 1500 123
UXL-5000HRH 1000 140 1500 123
UXL-60SCH 500 160 650 148
UXL-70SCH 500 160 650 137

La tabella fa riferimento ad un particolare tipo di lampade, cosiddette ad alta intensità, che garantiscono una resa luminosa maggiore, a parità di modello ed amperaggio. Per questo si fa riferimento a due modalità di utilizzo, quella a massima potenza e quella economica, la cui scelta dipende dalla grandezza dello schermo da illuminare e dalla distanza di proiezione.

La garanzia funziona in questo modo: la lampada che avuto un problema entro le ore di lavoro indicate viene resa alla casa produttrice che nei suoi laboratori esegue i test che stabiliscono la causa del problema, nel caso non ci sia un difetto legato all’installazione o alle condizioni di esercizio o utilizzo, viene riconosciuto un credito del 100%.

Ciò che rimane da capire con certezza è se la garanzia al 100% è indipendente dal momento in cui si verifica il guasto sulla lampada, ad esempio per una UXL-70SCH, in caso di difetto riconosciuto, si ha lo stesso credito sia se il problema si ha dopo 100 ore di lavoro che dopo 645?

Cercherò di avere maggiori informazioni, intanto penso che la tabella sia utile anche per capire la vita media delle lampade, sulla quale non sempre ci sono interpretazioni univoche.

Dati tecnici: capacità e diametro bobine 35mm Prevost

Con questo post inauguro la sezione Dati tecnici, che consiste, molto semplicemente, nella indicazione di dati utili al mio lavoro, ma che, puntualmente, finisco per non ricordare con precisione quando ne ho bisogno. Mettendoli on line dovrei aver risolto il problema, essendo sufficiente una connessione internet per recuperare ciò che serve, ovviamente, con il vantaggio che in questo modo sono a disposizione di chiunque dovesse averne bisogno.

Nella tabella che segue faccio riferimento alle bobine per pellicola 35mm di fabbricazione Prevost, specifico la ditta poiché fra marche diverse vi sono differenze nella grandezza del nucleo, che fanno sì che il diametro esterno cambi.

I dati indicati nella tabella sono rappresentati dalla capacità in metri della bobina, dal tempo di proiezione a 24 fotogrammi al secondo e dal diametro esterno della bobina, utile da sapere poiché ogni modello di proiettore è in grado di ospitare bobine fino ad una certa grandezza e non oltre.

Capacità bobina in metri

Tempo di proiezione in minuti

Diametro bobina in millimetri

600

22′

355

1000

36′

440

1350

49′

540

1500

55′

590

2000

1h 13′

645

2500

1h 31′

715

2800

1h 42′

780

3000

1h 50′

800

3500

2h 08′

860

4000

2h 26′

900

I tempi di proiezione sono stati arrotondati al minuto e sono da considerarsi approssimativi, visto anche che fanno riferimento alle pellicole in triacetato, non al polyester, che è estremamente più sottile.

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