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Il 2012 sarà l’anno del cinema digitale?

Questa è l’attesa per l’anno appena iniziato, per una scadenza evocata da tempo, fuori da ogni contesto di crisi.
Senz’altro questo sarà un anno decisivo, con molti nuovi cinema che si apriranno alla proiezione digitale complice l’apertura di linee di finanziamento anche per il circuito delle monosale d’essai, tuttavia credo che anche da questo punto di vista lo scenario sia troppo articolato per non rivelare qualche sorpresa.
Il mondo dei multiplex riuscirà a completare la conversione nei tempi previsti? In Italia non ci sono solo multiplex che fanno parte di circuiti internazionali, ma anche realtà con proprietà interamente nazionale che non hanno fatto un piano di conversione ma vanno avanti alla giornata.
Le multisale che finora sono passate al digitale con 1 o 2 sale e che fanno i conti con una contrazione degli incassi, al punto da richiedere al personale una riduzione dell’orario di lavoro, staranno a vedere ancora per un pò?
Le piccole realtà cittadine o di provincia rappresentate da monosale, cinema parrocchiali, cinema teatri hanno un bilancio che prevede un investimento economico del genere? Bisogna pensare che questi cinema molto spesso non solo hanno proiettori molto vecchi, ma anche un impianto sonoro inadeguato o incompatibile con la proiezione digitale, quindi di colpo l’investimento necessario è su due fronti.
Tutte le sale di proprietà di comuni che in questo momento devono gestire con maggiore attenzione i loro bilanci sono pronte per lasciare la pellicola?
La mia esperienza di questi ultimi mesi è che tutto sia abbastanza fermo e che nell’attesa si cerca di andare avanti con i mezzi esistenti, sempre più obsoleti, per l’età e per l’abitudine sempre più consolidata a non fare manutenzione, perché “tanto, ormai, la pellicola sta scomparendo”.
Ma se proprio deve scomparire perché non gli facciamo fare una una uscita di scena con onore?

50000 sale cinematografiche digitali nel mondo

Con regolarità mi perdo in rete cercando di trovare statistiche aggiornate sulle sale cinematografiche, il digitale, i produttori di proiettori.
Quello che rimbalza di sito in sito è il dato che sto dando anch’io aggiornato ad un mese fà circa, ma se non si sa quante sono in totale le sale cinematografiche nel mondo, il numero di per sé non dice molto.
Resta un adato che è comparabile, di queste sale oltre la metà sono attrezzate con un proiettore Christie… la ricerca continua

Ultimatum alla terra: dal 2013 niente più pellicola al cinema

Con questo annuncio la 20th Century Fox si inserisce nel processo di conversione dalla pellicola al digitale che sta avvenendo nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, una annuncio simile era stato fatto tempo fà dalla Universal e credo che dovremmo abituarci a sentire ultimatum di questo tipo che, in questa fase, hanno un valore di marketing, più che tecnico.

Il processo di digitalizzazione è un processo avviato e non reversibile, basta pensare che i circuiti The Space e UCI hanno piani di sostituzione dei proiettori in pellicola nelle sale italiane che dovrebbero concludersi nella prima metà del prossimo anno, tuttavia ipotizzare o cercare di forzare la scomparsa della pellicola nel giro di poco più di un anno mi sembra eccessivo, adesso che il 3D non è più un traino, che i piccoli circuiti insieme alle sale parrocchiali, arene estive, piccole sale di proprietà di comuni o enti pubblici si stanno affacciando alla novità cercando di attingere a finanziamenti che non saranno disponibili per tutti e che avranno dei tempi di erogazione non brevi.

In questo blog segnaleremo i vari ultimatum che si susseguiranno aspettando le scadenze per vedere se saranno rispettati.

Ultimatum per la proiezione digitale

La nuova stagione cinematografica si apre con due scadenze che riguardano la proiezione digitale che sembrano degli ultimatum.
La prima riguarda i proiettori digitali serie 1, vale a dire tutti quelli installati fino al gennaio/febbraio 2010 (data valida almeno per l’Italia) per i quali già da tempo si parla della necessità di un aggiornamento hardware importante, per un cifra di qualche migliaio di euro, a carico degli esercenti, senza il quale non sarebbero più in grado di proiettare DCP a partire dal 31 dicembre 2011.
La seconda scadenza è dettata dalla Paramount con la richiesta che entro il 7 dicembre 2011 tutti i server siano DCI compliant, cioè compatibili con le specifiche aggiornate dettate dalla DCI, pena la mancata consegna delle KDM di sblocco dei film.
Al momento sembra che solo la Doremi rispetti appieno le condizioni, aspettiamo 3/4 mesi per vedere la forza di questi ultimatum.

Panavision 3D

Annunciato circa un anno fà, Panavision 3D, è il sistema per la stereoscopia nelle sale cinematografiche che sembrava dovesse ridefinire i rapporti di forza dei principali attori finora imposti sul mercato.
Simile, per certi versi al sistema della Dolby, i suoi punti di forza stanno nell’utilizzo del tradizionale schermo bianco, nella possibilità di essere installato, ovviamente con dotazione hardware diverse, sia nei proiettori 35mm che nei proiettori digitali e, soprattutto in un costo degli occhiali riutilizzabili decisamente più basso rispetto ai concorrenti che non ricorrono all’occhialino usa e getta, si parlava di una cifra fra i 5 e i 7 dollari al paio.
A distanza di un anno la Panavision resta leader nel mercato delle ottiche e dello sviluppo tecnologico in fase di ripresa, ma non sembra essere in grado di inserirsi nel mercato del 3D, soprattutto in una fase in cui la novità sembra giunta al suo culmine.
L’unico elemento di novità potrebbe essere rappresentato dal fatto che Panavision 3D è compatibile anche con i proiettori Sony, rompendo così il monopolio delle installazioni per i proiettori che utilizzano tecnologia SXRD, attualmente detenuto dalla RealD.
Si parla della seconda metà del 2011 per vedere i primi risultati di questa nuova possibile alleanza, ma credo che, almeno in Italia, non avremo molti riscontri, attualmente i sistemi digitali installati con questo marchio sono soltanto 6, nel resto del mondo, dove la Sony ha un mercato più ampio potrebbero esserci delle novità, anche se resta tutto da vedere qual’è il modello commerciale che verrà proposto: affitto con royalties o vendita?
Intanto una breve scheda tecnica riepilogativa del nuovo sistema per il 3D.

Per la Norvegia la digitalizzazione dei cinema è compiuta

La Norvegia è il primo paese al mondo che ha completato la digitalizzazione di tutte le sale cinematografiche, piccole o grandi che siano.
Il progetto, pensato e sostenuto anche economicamente già dal 2008, ha consentito uno sviluppo del mercato dell’esercizio cinematografico in termini numerici, riuscendo a tutelare anche le realtà più piccole e marginali che, non solo sono sopravvissute, ma nella conversione al digitale hanno trovato un più ampio accesso ai contenuti e quindi nuovi spettatori.
Il processo si è concluso addirittura con un anno di anticipo rispetto ai tempi previsti ed anche questo è un elemento che stupisce, non basta dire che si tratta di solo 410 sale cinematografiche, perché quello che è stato messo in piedi è un processo che ha coinvolto tutti gli attori distribuendo compiti e ripartendo il carico economico con un rigore di cui tutti avremo bisogno.
Un dato che non è facile reperire, ma per me molto interessante è la tipologia di installazioni fatte, le quote per le varie marche di proiettori e server, quali sistemi sono stati scelti per il 3D, se i proiettori in pellicola sono stati dismessi e in che misura.
Si sa solo che la quota di penetrazione del 3D è attorno al 70% delle installazioni totali.

Manice: nuovo sito

Del sito ne avevo già parlato in un precedente post, subito dopo averlo scoperto, un paio di anni fà, oggi segnalo la nuova versione del sito di Manice – Comprendre le cinéma numerique , che vede una radicale riorganizzazione dei contenuti che consente una navigazione per settori di interesse più immediata, con una forte integrazione con i principali social network e la presenza di video che al momento sono ancora in numero limitato, ma che è auspicabile aumentino rapidamente di numero.

European Audiovisual Observatory

Lo European Audiovisual Observatory è il progetto nato nel 1992, nell’ambito del Consiglio d’Europa, con lo scopo di studiare il settore dell’audiovisivo nel suo complesso in Europa.
Il sito è fonte di report, analisi, database molto articolati, per quel che riguarda il settore del mercato cinematografico da segnalare la recentissima pubblicazione del rapporto sull’andamento della conversione al cinema digitale nelle sale dell’Europa, aggiornato al 31 dicembre 2010, con dati che risultano molto interessanti soprattutto se letti “spulciando” le tabelle e non limitandosi al dato del raddoppio delle sale digitale avvenuto nell’ultimo anno.
Buona lettura!

Occhiali per… il 2D

Questa la trovata di Hank Green, puntando sul fatto che a molti la visione del 3D provoca fastidio, bruciore agli occhi o mal di testa, propone gli occhiali per il 2D che consentono di vedere un film in 3D come se fosse un film normale, ricevendo la stessa immagine in entrambi gli occhi.
Viene da chiedersi perché pagare il sovrapprezzo del biglietto per il 3D quando si può vedere lo stesso film nella versione in 2D, ma sicuramente aver attivato un sito dedicato, una buona campagna di web marketing uniti alla vendita su Amazon e ad investimento minimo porteranno un guadagno anche a questa ennesima iniziativa nata attorno alla proiezione digitale.
Scherzi della tecnologia!

1999: Addio vecchia pellicola, arriva il proiettore digitale

Di solito, rileggere i vecchi articoli che annunciavano la fine della proiezione in pellicola nelle sale cinematografiche ha un effetto un pò “straniante”: si ritrovano scenari fantasiosi e si danno come imminenti trasformazioni mai avvenute, questa volta però ho trovato un articolo del 1999 su Repubblica che fa eccezione, dietro il titolo Addio vecchia pellicola, arriva il proiettore digitale si ipotizzano alcuni scenari che sono esattamente quelli che si stanno realizzando, non solo per gli aspetti tecnici, ma anche per modelli economici che sono dietro la conversione.

Le monosale e il cinema digitale: una storia dagli Stati Uniti

Sul Los Angeles Times della scorsa settimana un bell’articolo sulle difficoltà delle monosale nel processo di conversione al digitale, il quadro è riferito ad un paese che ha convertito circa il 50% delle sue sale cinematografiche, raccontando quanto sia difficile per le vecchie strutture a schermo unico investire nelle nuove tecnologie e di quanto sia forte il rischio chiusura.
Nonostante le specificità del mercato è importante vedere quello che accadrà oltreoceano per avere indicazioni sugli sviluppi che attendono l’Europa che spesso, con qualche anno di ritardo, replica il modello statunitense.

1° gennaio 2013: fine delle proiezioni in pellicola?

Qualcuno ha fissato (simbolicamente?) il capodanno del 2013 come il giorno del passaggio definitivo delle proiezioni cinematografiche dalla pellicola al digitale.
Fornire una data precisa ha sicuramente un impatto molto forte, ma che in un paio d’anni in tutto il mondo, senza differenze di sorta, si arrestino tutti i proiettori 35mm, che non vengano più distribuiti film di nessun genere, nazionalità o casa di produzione, che non vengano presentati vecchi film dagli archivi delle cineteche, mi sembra una forte semplificazione, anche perché se ciò accadesse, vorrebbe dire che moltissime sale cinematografiche avrebbero chiuso i battenti in provincia, ma anche in città.
Sono frasi ad effetto che non fotografano la complessità della realtà, ricordo ancora che appena un paio di anni fa era stato annunciato che il futuro del cinema sarebbe stato il 3D.
Ne riparliamo fa un paio d’anni, intanto cerchiamo di seguire passo passo l’evoluzione delle cose.

Cinema digitale con la proiezione al laser

Dopo le prime dimostrazioni, Kodak sembra voler continuare sulla strada della proiezione al laser attraverso la richiesta delle dovute autorizzazioni per la nuova tecnologia, annunciando l’implementazione dei nuovi proiettori entro i prossimi due anni.
A prescindere dal fatto che non sappiamo se il prodotto saprà imporsi nel mercato della conversione al digitale delle sale cinematografiche, chissà quale sarà la reazione al prodotto di quegli esercenti che hanno investito nel server della Kodak e hanno suo visto il repentino ritiro dal mercato nel giro di poco più di un anno.

Cinema in digitale senza proiezionista

Non so se sia il primo caso e neanche se si possa considerare un caso unico, però la notizia che sia stato progettata e realizzata una multisala interamente digitale che non prevede più la figura del proiezionista è sicuramente da segnalare.
Si tratta del B&B Theatres Wilwood Cinema 10 nel Missouri che è interamente equipaggiata con proiettori digitali Christie Solaria CP2220 e che in sei sale è attrezzata anche per il 3D con tecnologia RealD, il tutto comandato da una sala di controllo separata.
Non sono riuscito a trovare foto che documentano l’installazione che avrebbero dato qualche elemento in più per valutare l’impostazione generale del progetto, tuttavia il fatto che si tratti, da quel che ho potuto capire, di una sala di nuova costruzione e che la cosa sia negli Stati Uniti è significativo.

Le competenze necessarie nel cinema digitale

Il sito Manice – Comprendre le cinéma numerique è una fonte molto importante di notizie, ma soprattutto di approfondimenti relativamente al cinema digitale.
L’ultimo articolo pubblicato in ordine di tempo nel sito, propone una interessante schematizzazione delle competenze necessarie per la gestione delle necessità della proiezione digitale individuando tre tipologie di competenze:

1. competenze necessarie per la gestione della routine della proiezione digitale;
2. competenze necessarie per garantire la manutenzione dei componenti della proiezione digitale;
3. competenze necessarie per la gestione dei guasti;


individuando per ognuna quattro livelli di formazione: il primo è considerato necessario per poter avere a che fare con la proiezione digitale, potrebbe essere considerata la formazione di base che viene fatta alla consegna dell’impianto al proiezionista che lo dovrà gestire, il secondo intende qualificare maggiormente la figura di riferimento fornendogli un’autonomia specifica, il terzo potrebbe essere rivolto al responsabile tecnico della sala cinematografica digitale, mentre il quarto prevede competenze da installatore.
Un’occhiata alle tabelle impostate nell’articolo ci fa capire immediatamente a quale livello ci collochiamo, subito dopo pensare che in Francia su tutto questo esistono percorsi formativi strutturati ci fà capire le motivazioni dei limiti del panorama italiano.

Schermi digitali in Italia: novembre 2010

SALE XPAND DOLBY REALD MASTERIMAGE NESTRI ?
LOMBARDIA 80 30 14 7 4 25
LAZIO 76 9 33 6 5 2 21
TOSCANA 55 1 3 51
EMILIA ROMAGNA 53 9 23 7 2 12
CAMPANIA 52 14 11 21 6
PIEMONTE 45 7 8 12 3 15
SICILIA 44 7 13 17 3 4
PUGLIA 38 10 10 1 4 13
VENETO 38 27 1 1 9
MARCHE 23 5 15 3
LIGURIA 22 5 2 14 1
FRIULI VENEZIA GIULIA 17 7 3 7
SARDEGNA 15 9 1 5
ABRUZZO 14 2 5 1 1 5
UMBRIA 11 3 8
CALABRIA 10 2 8
TRENTINO 9 2 5 2
BASILICATA 5 1 1 1 1 1
VALLE D’AOSTA 5 1 2 2
MOLISE 2 1 1
TOTALE 614 149 145 99 28 4 189

Questa tabella è il frutto di una rielaborazione dei dati pubblicati sul Giornale dello Spettacolo a fine novembre 2010: ho suddiviso i dati innanzi tutto per regione, poi per tipologia di tecnologia per il 3D che è stata adottata, in modo da avere un’idea della percentuale di diffusione delle varie soluzioni possibili.
Tuttavia, come si può vedere dall’ultima colonna, troppi sono ancora i dati non dichiarati per poter fare una analisi approfondita, in un primo momento, visto che non ci sono altre indicazioni, avevo supposto che questo fosse il dato relativo agli schermi digitali che non si sono attrezzati per il 3D, ma, incrociando questi dati con altri in mio possesso ho verificato che così non è.
Ho tentato di fare ulteriori verifiche ricorrendo ai siti dei produttori delle varie tecnologie per il 3D, che riportano le installazioni a livello mondiale, ma purtroppo risultano non aggiornate o presentano indicazioni contrastanti, per cui, ad esempio, quelle sale cinematografiche che si sono attrezzate con una tecnologia per il 3D per poi passare ad un’altra (ed è un caso più frequente di quanto si pensi) sono censite in entrambi i siti di riferimento, oppure per i casi di passaggio di un sistema 3D da una sala ad un’altra dello stesso circuito, non viene rettificato il dato.
Tenendo ben presenti questi limiti la tabella può essere utilizzata per avere qualche idea in più su come sta avvenendo il passaggio alla proiezione cinematografica digitale, del resto non è facile trovare dati completi e aggiornati.

Pixel difettoso

Questa la foto, fatta a pochi centimetri dallo schermo, su richiesta della NEC, per documentare la presenza di un pixel difettoso, in questo caso è stato fotografato mentre veniva proiettato in loop un contenuto rappresentato da dieci secondi di nero.
A seguito della foto è stata avviata la procedura per la sostituzione del DLP.

Dcinema per i proiezionisti e per gli installatori

Quando si è cominciato a parlare di cinema digitale (i primi ragionamenti attorno a questo, per quel che mi riguarda, li ho sentiti già nel 1992) la rivoluzione da tutti prospettata e temuta era relativa alla scomparsa delle professioni che ruotavano attorno alla pellicola, quindi, nell’anello finale rappresentato dalla cabina di proiezione, il più preoccupato è sempre stato il proiezionista.
Ad un paio d’anni dall’inizio dell’”era digitale”, la mia sensazione è che, mentre i proiezionisti non abbiano perso il loro lavoro, il settore con più difficoltà sia quello che ruota attorno alla installazione.
Il proiezionista in sostanza ha visto il proiettore digitale affiancarsi a quello in pellicola, ha dovuto imparare a gestire le nuove tecnologie, spesso finisce per alternare l’uso della pellicola con quello del server, dovrà sicuramente confrontarsi con il fatto che il suo sapere accumulato attraverso gli anni sarà progressivamente irrilevante per la sua professione, anche se resta ancora difficile capire quanto sarà lungo questo tempo, ma resta sempre la figura di riferimento della cabina di proiezione.
Per i tecnici installatori tutto sembra essere più complesso, spesso ci si ritrova a dover agire in tempi stretti senza le necessaria formazione ed informazione, con la necessità di imparare strada facendo e con il rischio che quello che sai sia già superato dai continui aggiornamenti tipici del lavoro “digitale”.
Certo la figura del tecnico non scomparirà, ma il ricambio generazionale sarà rapido, molto di più che per i proiezionisti…. ciò che deve imparare un tecnico è molto di più di quello che deve sapere un proiezionista.

Il cinema dal 2D al 3D, andata e ritorno

I dati ufficiali Cinetel relativi a Shrek raccontano che il 45% circa delle presenze è stato ottenuto dal film in 2D, stiamo parlando di un film moto atteso, i cui risultati confermano una tendenza al ridimensionamento del 3D in atto già da un pò di tempo.
Adesso non rimane che attendere il nuovo episodio di Harry Potter, per la prima volta in 3D, per vedere cosa accadrà al formato stereoscopico, al quale molti film sembrano voler rinunciare, primo fra tutti Batman 3.

Kodak: proiezione digitale laser

Dopo anni di voci e annunci relativi alla proiezione laser sembra che sia arrivato il momento in cui la nuova tecnologia sia pronta ad entrare sul mercato rimescolando ulteriormente le carte sul tavolo della proiezione senza pellicola.

Almeno così sembra dagli annunci della Kodak che dopo essersi ritirata dalla produzione dei server per il dcinema meno di un anno fa, ritorna con l’annuncio delle prime dimostrazioni dei suoi proiettori digitali a New York,  già dalla fine di settembre di quest’anno.

Che seguito avranno queste dimostrazioni lo vedremo, senza fare troppe ipotesi, vista l’estrema fluidità del mondo che ruota attorno al cinema digitale.

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