Quando ho iniziato, come proiezionista, in un cinema di Bologna ormai chiuso, la mia preoccupazione era sempre di ottenere il massimo nella proiezione.

Ex Cinema Fulgor (Bologna)
Questo mi ha portato a cercare sempre una cura minuziosa dei particolari, con buoni risultati, ma anche con dei limiti, spesso dettati dalla dotazione tecnica di cabina.
Quando è finita la mia esperienza di proiezionista ed è iniziata quella di tecnico mi sono trovato a curare manutenzione ed installazione in diversi cinema, dalla multisala al parrocchiale, dalla sala singola all’arena estiva e da allora qualcosa è cambiato. Pur cercando di introdurre attraverso il mio lavoro la massima qualità nella proiezione, mantenendo lo stesso scrupolo ed attenzione per i dettagli, ho cominciato a vedere la sala cinematografica con un occhio diverso.
Mi sono imbattuto in una varietà di realtà che non potevo neanche immaginare e ho cominciato ad apprezzare il fatto che le sale cinematografiche raggiungessero il loro risultato attraverso dotazioni spesso diversissime fra di loro.
Anch’io rimango affascinato da quelle sale che si collocano ad un livello di eccellenza ed ho le mie difficoltà quando mi imbatto in proiezioni molto approssimative, tuttavia oggi vivo la sala cinematografica come un luogo attorno al quale si riunisce una comunità di spettatori, comprendo maggiormente i limiti che ognuna ha e questo mi porta a vivere il mio intervento al servizio delle necessità e delle possibilità dei cinema che incontro.
Sullo sfondo è sempre presente la mia ambizione alla perfezione, ma la utilizzo, più semplicemente, per fare meglio il mio lavoro.