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Oculus 3D: un altro sistema per il 3D in pellicola

Visto l’enorme successo del 3D, era abbastanza scontato che la Technicolor non restasse da sola sul mercato della proiezione in 3D in pellicola,  dagli Stati Uniti arriva Oculus 3D (che si occupa di ripresa in stereoscopia) che offre una ulteriore soluzione che evita la conversione al digitale proponendo un sistema molto simile, come concezione, al Technicolor 3D.

In entrambi i casi il fotogramma è diviso in due parti, una per l’occhio sinistro e l’altra per l’occhio destro, orizzontalmente per il sistema Technicolor 3D e verticalmente per Oculus 3D, uno speciale obiettivo si occupa di gestire le immagini proiettate su schermo silver, con occhiali passivi a polarizzazione circolare per il primo sistema e lineare per il secondo.

Per quel che riguarda gli aspetti tecnici il 3D in pellicola, da un punto di vista teorico, deve fare i conti con il problema della luminosità e con quello della deperibilità del supporto, ma quello che sarà decisivo, alla fine, è l’aspetto economico: entrambi questi sistemi si presentano come più economici rispetto ad un passaggio ad un sistema digitale ed è proprio su questo che puntano, cercando di intercettare le piccole sale cinematografiche che vorrebbero accedere alla proiezione in 3D senza grossi investimenti, oltre a quelle strutture che hanno già installato almeno un paio di sistemi di proiezione in digitale e che stanno valutando se sfruttare l’onda del 3D aumentando il numero dei posti, senza riconversioni affrettate in attesa di capire se il 3D è un fenomeno che può durare.

Dimostrazione del 3D in pellicola di Technicolor

Le prime notizie sul tentativo di recuperare la pellicola anche per il 3D risalgono allo scorso autunno, avevo già dato i riferimenti principali in questo post, adesso che è passato un pò di tempo, si trovano in rete, alla quale vi rimando, maggiori dettagli su questa tecnica, ma si cominciano ad avere le prime dimostrazioni del sistema, come ad esempio quella che si svolgerà nella sala della Technicolor di Roma il 29 e 30 marzo prossimi con proiezioni alle 18 e alle 19. Sarebbe interessante avere il riscontro di chi avrà l’occasione di partecipare.

Passaggio pellicola proiettore Prevost P55

Recupero una foto scattata tempo fa per far vedere il corretto montaggio della pellicola sul proiettore, con la descrizione dei componenti principali.
In questo caso si tratta di un Prevost P55, approfitterò delle prossime occasioni nelle cabine per indicare anche altri proiettori, sperando possa essere di qualche utilità per chi si accinge a fare l’esame da proiezionista.

Passaggio pellicola su proiettore prevost P55


Solo una nota per specificare che la pellicola risulta non tesa, subito prima del primo rullo dentato di trascinamento, poiché la macchina è stata fermata in proiezione durante una prova e non è stata recuperata manualmente la pancia formatasi per un arresto non “regolare”, quindi il giusto percorso prevede la pellicola tesa fra il rullo guida e il rullo dentato.

Il proiezionista digitale

In rete, sui giornali, fra gli addetti del settore, ma anche su questo blog, si parla molto più del digitale che della pellicola, nonostante siamo ancora soltanto al 10% circa degli schermi italiani digitalizzati.
Le grandi attese, la novità e, soprattutto, gli incassi che arrivano dal 3D, sono una buona spiegazione di questa travolgente ondata che sembra aver decretato la scomparsa della pellicola in tempi brevi, brevissimi.
Dal mio punto di vista, resto ancora del parere che è abbastanza difficile leggere gli scenari futuri, le modalità ed i tempi di questa transizione, niente sarà più come prima e non siamo qui per fare i nostalgici, tuttavia in questa fase c’è bisogno del sapere accumulato in poco più di cento anni di pellicola e di una buona formazione per il proiezionista che comincia ad avere a che fare con il digitale.
Le sale sono spesso ibride e pellicola e digitale convivono non solo nei multiplex, che cominciano a riconvertire le prime sale, ma anche nelle strutture più piccole, per questo sarebbe interessante un progetto formativo che avvicini i proiezionisti in pellicola alle nuove tecniche e problemi posti dal digitale, ma dia ai proiezionisti neo patentati una buona base di conoscenze sulla tecnica della proiezione in pellicola, poiché una buona proiezione è fatta anche da un proiezionista ben formato.
E’ un progetto che sto mettendo in cantiere, al quale voglio lavorare nei prossimi mesi.

DCinema: dati e tendenze

Nel contesto italiano, ad oggi, quasi tutti i casi di introduzione della proiezione in digitale sono legati all’implementazione del 3D, a differenza di quello che succede nel resto dell’Europa dove il il tridimensionale si attesta attorno al 50% delle installazioni di proiettori 2K.
Un altro elemento che si può utilizzare per comprendere le caratteristiche ed i tempi di questa trasformazione nel nostro paese è rappresentato dalla verifica della compresenza di proiettori in pellicola e proiettori digitali, che è la via al momento scelta nella quasi totalità dei casi; si contano sulle dita di una mano le sale che hanno eliminato il proiettore in pellicola a favore di quello digitale, mentre è ancora normale vedere proiettori digitali che restano fermi fra un 3D e l’altro, con la pellicola che riprende a “macinare”.
La media italiana, inoltre, è al di sotto di quella europea, si parla di 340 schermi digitali su 4000, questo significa che il processo di conversione continua, a ben vedere, però, dal furore iniziale si è passati ad una maggiore attenzione sulle scelte da compiere.
Nonostante la febbrile attesa per Avatar, non c’è stata l’impennata di richieste di proiettori digitali che molti prevedevano.

Proiettori particolari: Cinemec 16mm

Proiettore portatile 16mm

Proiettore portatile Cinemec 16mm

Fino a qualche anno fa non avrei considerato un proiettore 16mm come particolare, mi è capitato di vederlo ed utilizzarlo in rassegne, allestimenti, eventi ad hoc, anche con una certa frequenza, ma, rapidamente, le cose son cambiate e credo che oggi vederlo in funzione sia diventata una vera rarità, la nuova generazione di proiezionisti, probabilmente non saprebbe neanche utilizzarlo.

Per questo un post fra i proiettori particolari è dedicato a questo proiettore in esercizio al Cinema Lumière di Bologna, che in quanto sala della Cineteca, ha di frequente la necessità o l’occasione di proiettare film in 16mm.

Pensate questo proiettore è stato prodotto su ordinazione dalla Cinemec di Firenze nel 2003, in occasione dell’apertura della nuova sede del Cinema Lumière ed  ha la caratteristica di essere portatile, pur essendo dotato di una lampada allo xenon di 1000 watt, che per un proiettore 16mm non è facile da trovare.

Per sottolineare doppiamente la particolarità dell’evento aggiungo qualche foto scattata in occasione dell’ultima manutenzione di routine che ho effettuato.

Dalla pellicola all’alta definizione

Capita anche questo: un cinema di prima visione che dopo aver programmato per un pò Parnassus (l’uomo che voleva ingannare il diavolo) smonta la copia 35mm e prosegue la programmazione con la proiezione in alta definizione, resa possibile dala presenza dell’impianto installato da Microcinema già da qualche tempo, per proiezioni di contenuti in alta definizione (quello che qualche anno fa era chiamato 1,3K).
Domani sarò in questa sala per una manutenzione di routine ai proiettori Prevost P55, spero di avere la possibilità di un confronto fra le due proiezioni, giusto per avere una impressione di prima mano.

Pellicola vs Digitale: lo sapevate che…

Bastardi senza gloria, l’ultimo film di Quentin Tarantino, è stato distribuito solo in pellicola?
Non credo che la scelta riguardi solo l’Italia, sarebbe strano, tuttavia non ho trovato conferma in rete sulla scelta dell’autore a livello mondiale.
Ho sentito molte critiche di snobismo per l’operazione, ma che dire, per un film che pone al centro della sua vicenda una sala cinematografica di provincia, la pellicola in nitrato, la cabina di proiezione ed il lavoro del proiezionista per il montaggio e la proiezione a rulli, la scelta sembra quasi inevitabile.
Peccato che il cinema dove l’ho visto ha proiettato tutto il film fuori fuoco.

Christie e la proiezione in pellicola

Con questo comunicato Christie annuncia (per quel che la riguarda) la fine di un epoca: nell’arco di un mese la produzione di proiettori in pellicola 35mm sarà dismessa.

E’ esperienza comune dei tecnici ed installatori del settore la mancanza di richiesta di nuovi proiettori in pellicola, già da molto tempo, tuttavia, in ogni caso è bene interpretare nel giusto modo il quadro di riferimento: Christie ha sempre avuto quote importanti nel mercato americano, meno in quello europeo o asiatico, quindi questa scelta va interpretata anche sulla base delle caratteristiche dell’esercizio cinematografico statunitense; attualmente è uno dei tre produttori mondiali di proiettori digitali 2K e, almeno in parte, le scelte relative alla pellicola sono strettamente legate alle strategie e ai piani di mercato relativi al cinema digitale.

Non voglio attenuare il tono, la transizione è in atto ed è repentina, ma piuttosto che dare scenari netti cercherei di leggere un pò alla volta le tendenze, tenendo conto che annunci di questo tipo hanno un forte impatto, soprattutto emotivo.

Technicolor, digitale, 3D e…. pellicola

I rumori attorno al digitale ed al 3D sono assordanti, soprattutto se rientra in gioco la pellicola: leggendo qua e là scopriamo che la Technicolor, che attorno al digitale ha impegnato molte energie, lancerà in autunno un sistema per proiezione 3D compatibile con gli attuali proiettori cinematografici in pellicola.

E’ solo un annuncio recentissimo le cui caratteristiche principali sono presentate sul sito della Technicolor, riprese da Dcinema Today, ma sono state affrontate dal Los Angeles Times già alla fine del mese scorso.

Sulle caratteristiche del sistema e sulla sua qualità sappiamo ben poco, si parla genericamente di una lente speciale e della classica polarizzazione ottenuta con silver screen, ma un sistema che punta a mantenere in vita gli attuali proiettori e che promette la possibilità riprodurre il 3D senza investimenti sul digitale, se dovesse dimostrarsi valido, cambierebbe molto il quadro che sembrava delinearsi.

Non ci resta che aspettare e continuare ad ascoltare le voci, sicuri che ci saranno ancora novità.

Pellicole

Nella cabina del Cinema Verdi di Forlimpopoli, la parete dietro l’avvolgifilm ha fermato il tempo a parecchi anni fa.

Quadro pellicole

Un insolito quadro

Gli spezzoni che venivano inseriti nei film in proiezione con un lavoro quasi quotidiano, si sono trasformati in un quadro che è la prima cosa che guardo ogni volta che entro in questa cabina. Nessuno ha deciso nulla al riguardo, le pellicole sono rimaste semplicemente al loro posto, giorno dopo giorno, appena un pò di polvere, guardando bene, fà capire che non sono più usate in proiezione.

E’ così che voglio festeggiare il primo anno di vita di questo blog!

Home Movies: una esperienza ed un progetto interessanti

Con questo post mi avventuro con una incursione in un territorio che, pur essendo ai confini della proiezione cinematografica intesa in senso stretto, tuttavia presenta interessanti spunti per il tema del recupero, la conservazione e la diffusione dello sterminato patrimonio filmico che è rappresentato dalle riprese amatoriali girate nei formati cosiddetti minori rappresentati dall’8, 9,5 e 16mm.
Faccio riferimento a Home Movies, associazione non a scopo di lucro, nata a Bologna da qualche anno, con l’obiettivo di realizzare vari progetti attorno a quella pellicola che nasce in ambito familiare o amatoriale in genere.
Conosco da tempo l’associazione, tuttavia è un progetto specifico degli ultimi tempi che ha suscitato il mio interesse per la sua capacità di affiancare alle problematiche del recupero e della conservazione anche quella più creativa della rivitalizzazione di frammenti appartenenti al passato.
In breve: si avvia a partire da settembre 2009 una Summer School con l’obiettivo di riutilizzare i materiali provenienti dal Fondo di Don Artemio Zanni, che donato integralmente ad Home Movies, sarà oggetto di un trattamento con l’obiettivo di arrivare ad un film documentario autonomo.
Il progetto che vede fra i promotori anche l’Istituto Storico Parri, si avvale della collaborazione di sceneggiatori, registi e professionisti del settore, rappresentando, a mio avviso, un esperimento per un’operazione di tipo creativo, resa ancor più interessante dalla presenza del percorso originale rappresentato da Wu Ming 2, con materiale che normalmente viene vissuto solo ed esclusivamente da un punto di vista filologico.

Cinema Ritrovato 2009: dietro le quinte, la revisione pellicole

In occasione del festival la sala set della Cineteca diventa il luogo deputato alla revisione e preparazione di tutte le pellicole che verranno proiettate. Il gruppo dei revisori, a partire dall’inizio di giugno, compie un complesso lavoro di verifica delle copie controllandone lo stato ed effettuando verifiche e controlli incrociati sui formati e le velocità di proiezione, in modo da arrivare ad elaborare una scheda con dettagliate indicazioni per il  proiezionista.

La revisione delle copie

La revisione delle copie

In questo festival non è previsto il montaggio del film, le proiezioni avvengono a rulli con cambi macchina ogni venti minuti circa, per cui al proiezionista devono essere fornite tutte le indicazioni sulla tipologia dei segnalini, che sono diversi per ogni copia, oltre che sugli eventuali scostamenti dagli standard internazionali delle code, in modo che sia messo in condizione di non preoccuparsi di nient’altro che della proiezione che deve essere seguita costantemente.

Il proiezionista, infatti, collegato in interfono con il responsabile di sala che gli comunica eventuali necessità di variazioni di velocità, di modifica dell’intensità dell’amperaggio della lampada di proiezione, oltre ad avere l’incombenza di caricare in macchina il rullo ad ogni cambio parte, deve controllare costantemente fuoco e quadro, visto che non è raro trovare supporti in bianco e nero con continue variazioni di fuoco o di quadro.

Il gruppo dei revisori si occupa anche di ricontrollare lo stato delle copie a proiezione avvenuta per verificare che la copia non abbia subito danneggiamenti, segnalando ogni eventuale anomalia alla Cineteca di provenienza.

Film in 3D: pellicola e digitale

Sfruttando l’illusione stereoscopica il cinema crea la dimensione della profondità, in sostanza, con tecniche disparate, vengono inviate all’occhio sinistro e destro immagini diverse, che, elaborate dal cervello, danno la percezione della tridimensionalità anche in sua assenza.

Il 3D al cinema è un tentativo largamente praticato già con la pellicola, le prime sperimentazioni sembra risalgano agli anni ‘20, anche se di questi film non vi sono più tracce, mentre una forte accelerazione di questa tecnica si è avuta negli Stati Uniti negli anni ‘50, un film per tutti: Delitto perfetto di Alfred Hitchcock, in cui l’illusione stereoscopica è ottenuta mediante la proiezione su schermo Silver di immagini provenienti da due proiettori cinematografici che proiettano contemporaneamente, ed in sincrono, uno l’immagine per l’occhio destro, l’altro per l’occhio sinistro, ad uno spettatore minuto di occhialini polarizzanti.

Le tecniche che sono state sperimentate nel tempo sono molte e diverse fra di loro, per un elenco di film in 3D nella storia del cinema il rimando è a questo articolo del blog Ainu, oltre che a questa lista, che comprende anche le produzioni per IMAX che utilizzano una tecnologia specifica, diversa da quelle sperimentate nelle sale con proiettori 35mm.

Con l’affermazione del digitale si ripropone la sperimentazione del 3D, che, al momento, vede quattro sistemi che consistono in applicazioni hardware e software per i proiettori digitali 2K. In ordine alfabetico ecco qualche elemento sui sistemi 3D attualmente più diffusi:

Dolby 3D – Prevede l’installazione di un dispositivo all’interno del proiettore digitale, una unità di sincronizzazione ed un occhiale passivo riutilizzato a seguito di sterilizzazione, lo schermo resta il tradizionale schermo cinematografico bianco.

Master Image – Di origine coreana, il sistema prevede l’installazione di un dispositivo esterno connesso al proiettore, l’installazione di uno schermo Silver e l’utilizzo di occhialini passivi monouso.

RealD –  Necessita di uno schermo Silver, l’installazione davanti alla lente del proiettore di un dispositivo detto Zscreen e prevede occhialini monouso.

XpanD – Ottenuto attraverso un dispositivo esterno di sincronizzazione collegato al proiettore, su schermo tradizionale bianco, con occhialini attivi che provvedono all’otturazione elettronica e che sono riutilizzati dopo un processo di sterilizzazione.

E’ battaglia aperta su quale sia il sistema migliore, di certo gli elementi da considerare sono i costi, la velocità di passaggio dal 3D al 2D, la semplicità di gestione, e il fatto che il 3D ha bisogno di molta luce.

Aspect ratio: non solo cinema

Riprendo alcuni temi affrontati nei post in cui ho parlato dei formati cinematografici segnalando un approfondimento su Wikipedia, che ho trovato molto interessante per le relazioni che individua, nell’affrontare la questione dei formati delle immagini, fra cinema, fotografia, televisione e video.

Penso sia utile per chiarire ulteriormente le idee sulla evoluzione dei formati, sui problemi nel passaggio fra video e pellicola e viceversa, con una tabella in chiusura ben articolata e ricca di dettagli.

Pellicole dal passato

Questo è quello che capita di trovare, non si sa se conservato o abbandonato, ancora oggi, girando per le cabine dei cinema:

è semplicemente uno spezzone di pellicola che veniva utilizzato normalmente nelle sale cinematografiche per gli auguri al pubblico.

Dati tecnici: capacità e diametro bobine 35mm Prevost

Con questo post inauguro la sezione Dati tecnici, che consiste, molto semplicemente, nella indicazione di dati utili al mio lavoro, ma che, puntualmente, finisco per non ricordare con precisione quando ne ho bisogno. Mettendoli on line dovrei aver risolto il problema, essendo sufficiente una connessione internet per recuperare ciò che serve, ovviamente, con il vantaggio che in questo modo sono a disposizione di chiunque dovesse averne bisogno.

Nella tabella che segue faccio riferimento alle bobine per pellicola 35mm di fabbricazione Prevost, specifico la ditta poiché fra marche diverse vi sono differenze nella grandezza del nucleo, che fanno sì che il diametro esterno cambi.

I dati indicati nella tabella sono rappresentati dalla capacità in metri della bobina, dal tempo di proiezione a 24 fotogrammi al secondo e dal diametro esterno della bobina, utile da sapere poiché ogni modello di proiettore è in grado di ospitare bobine fino ad una certa grandezza e non oltre.

Capacità bobina in metri

Tempo di proiezione in minuti

Diametro bobina in millimetri

600

22′

355

1000

36′

440

1350

49′

540

1500

55′

590

2000

1h 13′

645

2500

1h 31′

715

2800

1h 42′

780

3000

1h 50′

800

3500

2h 08′

860

4000

2h 26′

900

I tempi di proiezione sono stati arrotondati al minuto e sono da considerarsi approssimativi, visto anche che fanno riferimento alle pellicole in triacetato, non al polyester, che è estremamente più sottile.

Presentazione

E’ del 1992 il mio primo contatto con la pellicola; da allora è iniziato un percorso che mi ha portato, anche in maniera piuttosto casuale, ad una variegata esperienza con il mondo della proiezione cinematografica. In questa fase, in cui molti prospettano una rivoluzione epocale, con l’avvento del digitale, mi piace l’idea di dare vita ad un blog che racconta di sale cinematografiche e cabine di proiezione, attraverso la pratica del mio lavoro di tecnico cinematografico. Si parlerà di aspetti tecnici, senza troppa preoccupazione di organicità ed esaustività, con l’idea di testimoniare le trasformazioni di un settore e l’evoluzione dei saperi connessi con il mestiere del proiezionista.

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