Posts Tagged ‘XpanD’

Schermi digitali in Italia: novembre 2010

SALE XPAND DOLBY REALD MASTERIMAGE NESTRI ?
LOMBARDIA 80 30 14 7 4 25
LAZIO 76 9 33 6 5 2 21
TOSCANA 55 1 3 51
EMILIA ROMAGNA 53 9 23 7 2 12
CAMPANIA 52 14 11 21 6
PIEMONTE 45 7 8 12 3 15
SICILIA 44 7 13 17 3 4
PUGLIA 38 10 10 1 4 13
VENETO 38 27 1 1 9
MARCHE 23 5 15 3
LIGURIA 22 5 2 14 1
FRIULI VENEZIA GIULIA 17 7 3 7
SARDEGNA 15 9 1 5
ABRUZZO 14 2 5 1 1 5
UMBRIA 11 3 8
CALABRIA 10 2 8
TRENTINO 9 2 5 2
BASILICATA 5 1 1 1 1 1
VALLE D’AOSTA 5 1 2 2
MOLISE 2 1 1
TOTALE 614 149 145 99 28 4 189

Questa tabella è il frutto di una rielaborazione dei dati pubblicati sul Giornale dello Spettacolo a fine novembre 2010: ho suddiviso i dati innanzi tutto per regione, poi per tipologia di tecnologia per il 3D che è stata adottata, in modo da avere un’idea della percentuale di diffusione delle varie soluzioni possibili.
Tuttavia, come si può vedere dall’ultima colonna, troppi sono ancora i dati non dichiarati per poter fare una analisi approfondita, in un primo momento, visto che non ci sono altre indicazioni, avevo supposto che questo fosse il dato relativo agli schermi digitali che non si sono attrezzati per il 3D, ma, incrociando questi dati con altri in mio possesso ho verificato che così non è.
Ho tentato di fare ulteriori verifiche ricorrendo ai siti dei produttori delle varie tecnologie per il 3D, che riportano le installazioni a livello mondiale, ma purtroppo risultano non aggiornate o presentano indicazioni contrastanti, per cui, ad esempio, quelle sale cinematografiche che si sono attrezzate con una tecnologia per il 3D per poi passare ad un’altra (ed è un caso più frequente di quanto si pensi) sono censite in entrambi i siti di riferimento, oppure per i casi di passaggio di un sistema 3D da una sala ad un’altra dello stesso circuito, non viene rettificato il dato.
Tenendo ben presenti questi limiti la tabella può essere utilizzata per avere qualche idea in più su come sta avvenendo il passaggio alla proiezione cinematografica digitale, del resto non è facile trovare dati completi e aggiornati.

Occhiali 3D e igiene: un’inchiesta dagli Stati Uniti

Una inchiesta giornalistica negli Stati Uniti ha riportato alla ribalta la questione dell’igiene degli occhiali per il 3D, al momento è difficile sapere il clamore e le conseguenze che ci saranno sulla sponda europea, ma la scoperta di funghi e batteri fecali sia sugli occhiali passivi che su quelli attivi, sia dopo l’utilizzo nei cinema che negli occhiali ancora imbustati, pone un problema serio di sicurezza ed igiene.
Per avere una ricostruzione approfondita dell’inchiesta, ma anche di ciò che è avvenuto negli utlimi mesi in Italia vi segnalo l’articolo di AVMagazine che ha il pregio di ripercorrere con grande professionalità le recenti vicende e di cogliere gli aspetti centrali della questione aldilà delle polemiche pretestuose o delle ricostruzioni approssimative fatte sull’onda dell’emotività.

Occhiali XpanD x103

La XpanD ha approfittato della vetrina offerta dal Festival di Cannes per annunciare che, a breve, arriveranno sul mercato i nuovi occhiali, modello x103, utilizzabili sia per il 3D domestico che per quello offerto nelle sale cinematografiche.
Dunque, un modello universale al cui annuncio si è cominciato a parlare di cambiamento delle abitudini degli spettatori da un lato e di semplificazione del meccanismo di gestione/distribuzione degli occhiali da parte delle sale cinematografiche dall’altro.
Si è subito immaginato che gli spettatori potranno portarsi da casa i propri occhiali magari sperando, in una riduzione di prezzo del biglietto, mentre le sale cinematografiche saranno svincolate dalla complessa procedura distribuzione, ritiro e sterilizzazione dei dispositivi.
Tutto questo presuppone una forte penetrazione del 3D ad uso domestico, cosa che è tutta da verificare, basta pensare che il costo del solo occhiale è annunciato fra i 120 e i 150 euro, oltre al fatto che questi occhiali sono si universali, ma solo per il sistema 3D della XpanD e non riesco ad immaginare uno spettatore sempre informato sul sistema in dotazione della sala, pronto a distinguersi fra 3D passivo ed attivo, con i tasca l’occhiale per ogni occasione.

Occhiali per il 3D: aggiornamento

La questione della sicurezza dei dispositivi per la visione di film in 3D, che sembrava risolta affrontando correttamente l’aspetto dell’igiene, è tornata prepotentemente alla ribalta in questi ultimi giorni con nuove denunce, un parere (non si capisce quanto vincolante) del Consiglio Superiore di Sanità, una possibile introduzione di restrizioni, la presa di posizione a favore degli occhiali monouso contro quelli riutilizzabili (senza considerare che si tratta di tecnologie diverse e che non si può passare dall’una all’altra semplicemente cambiando gli occhiali, ma sostituendo completamente il sistema 3D) addirittura esercenti che, nel timore di essere sottoposti a sequestri, hanno provvisoriamente sospeso le proiezioni in 3D.
Al momento la situazione sembra abbastanza confusa, non resta che seguire gli sviluppi per i quali segnalo il dibattito acceso e costantemente aggiornato sul forum dei proiezionisti, al quali intervengo un pò tutti, spettatori, proiezionisti, esercenti, che tra le altre cose ha il pregio di dare diversi punti di vista e qualche elemento tecnico utile per capire la questione più di articoli di giornali che spesso semplificano eccessivamente le cose.

Per gli occhiali 3D è solo una questione di igiene

Le vicende di questi ultimi tempi attorno agli occhiali 3D, si sono risolte con il superamento della questione della conformità CE, per cui il dispositivo in sé non deve rispondere a tali requisiti, mentre la vera questione è quella della igiene, per cui gli occhiali, se monouso, non devono essere riutilizzati, ameno che il riutilizzo non sia personale, è infatti pratica ricorrente di molte sale cinematografiche far pagare un sovrapprezzo di 1 euro la prima volta, riconoscendo lo sconto le volte successive se si portano i propri occhiali, mentre per gli occhiali che vengono riutilizzati è necessario che il processo di lavaggio e sterilizzazione sia fatto ad ogni spettacolo.
I provvedimenti di sequestro di occhiali, multe, chiusura dei sale cinematografiche sono stati tutti legati al ritrovamento di occhiali gestiti senza rispetto delle norme igieniche previste.

Il 3D nel mondo

Attorno al 3D c’è molta curiosità e molto fermento, fra le richieste ricorrenti degli spettatori c’è quella di conoscere il sistema scelto dalle sale cinematografiche frequentate, magari per poterne scegliere uno piuttosto che un altro.
Da questo punto di vista la rete è abbastanza generosa, di seguito i siti dei quattro sistemi dove sono indicate nel dettaglio le installazioni con indicazioni per area geografica, numero degli schermi, nome del cinema e, in alcuni casi, il tutto con tanto di mappa.

Vi presento i link alle sottopagine per ognuno dei quattro sistemi operanti sul mercato in rigoroso ordine alfabetico: Dolby, Master Image (cliccare su MasterImage 3D screens in basso a sinistra), RealD, XpanD, rimandando per le caratteristiche principali ad una breve presentazione che ne ho fatto tempo fa in questo post.
Non sono riuscito a trovare lo stesso tipo di informazioni nei siti dei produttori di proiettori digitali, ma soprattutto mi sembra che non ci sia, ed è un vero peccato, un elenco aggiornato in cui sia specificato a quale marca e modello di proiettore digitale è abbinato il sistema 3D sala per sala.
Devo dire che la ricerca, per quel che mi riguarda, non è ancora completata, continuerò a cercare per vedere se riesco a trovare qualche informazione al riguardo.

Occhiali per il 3D: conformità CE ed igiene

Il fine settimana appena trascorso è stato segnato da una querelle sugli occhiali per il 3D: a partire da lamentele di spettatori per nausea o mal di testa in seguito alla visione di un film in 3D, il Codacons ha effettuato una denuncia affinché sia controllata la regolarità rispetto alle normative comunitarie degli occhiali in questione.
La situazione è ancora in evoluzione, visto che nel frattempo si sono avuti controlli dei NAS, intervento dell’AGIS, presentazione di dichiarazioni di conformità da parte dei produttori, lamentele di spettatori per occhiali sporchi o mal custoditi, tuttavia le questioni principali sembrano due: da un lato la dichiarazione di conformità CE per i dispositivi utilizzati, dall’altro la loro igiene.
Per il primo aspetto ci sono ditte che hanno presentato documentazione per dimostrare il rispetto della legge ed altre che sostengono che gli occhiali in sé non debbano avere il marchio CE, vedremo come si evolverà il tutto.
Invece, per quel che riguarda l’igiene si tratta di vedere cosa fanno i singoli esercenti, gli occhiali che possono essere riutilizzati (XpanD e Dolby) devono essere puliti e sterilizzati ad ogni spettacolo, e qui le metodologie utilizzate in questa fase iniziale sono le più disparate, dalla salviettina monouso, alla lavastoviglie, alla macchina sterilizzatrice dedicata; per gli occhiali usa e getta (RealD e Master Image) il problema non si pone in quanto sono monouso, eventualmente riutilizzabili solo dallo stesso spettatore che li conserva per la visione successiva.
La questione dei fastidi in seguito alla visione di un film in 3D è invece totalmente indipendente, visto che c’è una componente individuale legata a difetti della vista o particolare sensibilità personale che possono rendere difficoltosa o fastidiosa la visione.

3D: dal cinema alla televisione

Si è concluso ieri a Bologna il Future Film Festival, mi ero ripromesso di andare dietro le quinte, complici amici proiezionisti, per sbirciare l’allestimento e fare qualche foto, invece non sono riuscito a passare neanche per un’occhiata veloce, l’unica cosa del festival in cui mi sono imbattuto, un pò casualmente, è stato il 3D televisivo.
Avevo letto alcune cose, ma non pensavo che i tempi fossero così serrati, invece sabato scorso, entrando per prendere il programma e fare un giro, mi sono imbattuto in un ministand della Panasonic, allestito per dimostrazioni 3D.
All’entrata venivano consegnati occhiali della XpanD, anche se la marca era coperta da adesivi generici che indicavano un 3DFullHD, la saletta era molto piccola, 15, forse 20 posti, con un televisore al plasma di oltre 100 pollici con sopra, visibili, i trasmettitori ad infrarossi di sincronizzazione dell’occhiale attivo, la ragazza che ha brevemente spiegato ciò che stavamo per vedere, ha parlato di una otturazione 120 volte al secondo e non 144 come al cinema, dovrebbe essere legato alla differenza del numero di Hz di riferimento, 60 per la tv 24 per il cinema, ma non so dire di più.
I contenuti presentati erano, oltre all’immancabile trailer di Avatar, eventi dal vivo: dalla Formula 1 al calcio, dall’atletica alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino, la visione era buona e sufficientemente luminosa, quello che non so dire è l’ampiezza dell’angolo entro il quale la visione resta tale, visto che tutti i posti erano dentro un angolo abbastanza ristretto.
La maggiore differenza fra questo 3D e quello che si vede al cinema è stata l’assenza dell’effetto dell’oggetto che esce dallo schermo, tutto aveva una profondità dentro lo schermo, nulla usciva fuori. E’ una caratteristica del 3D per la televisione o un errore di settaggi?
Un’ultima nota sugli occhiali, avevo letto che la partnership fra i colossi che puntano sul 3D domestico era con la RealD che, a differenza di quello che accade al cinema, prevede per la tv occhiali attivi, scoprire che anche la XpanD è presente, con lo stesso occhiale usato al cinema, farà sicuramente pensare molti esercenti che potranno sfruttare in vari modi la convergenza.
Il limite di penetrazione commerciale dell’XpanD, almeno in Italia, è infatti legato ai costi di acquisto, gestione e manutenzione degli occhiali che non sono usa e getta, il fatto di avere spettatori che già possiedono occhiali compatibili potrebbe cambiare molte cose. I tempi sono veramente brevi, la commercializzazione della tv 3DFullHD comincerà già ad aprile.

Elenco installazioni proiettori digitali

Quella che segue è una tabella, che continuerò ad aggiornare costantemente, con le installazioni per la proiezione digitale cui ho partecipato. Ho escluso tutte quelle installazioni fatte in occasione di noleggi o per demo, indicando solo quelle fisse e definitive.

SALA PROIETTORE DIGITALE SISTEMA 3D SERVER PROIETTORE 35MM RESPONSABILE INSTALLAZIONE
BOLOGNA CAPITOL SALA 1

NEC 2500S REALD KODAK CINEMECCANICA VICTORIA 5

1 di 2

ANDREA TINUPER &C Snc
CESENA ALLADIN SALA 4

BARCO DP1500 REALD KODAK PREVOST P93
2 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc
FORLIMPOPOLI CINEFLASH SALA 1 BARCO DP1500 REALD KODAK CINEMECCANICA VICTORIA 5

2 di 2

ANDREA TINUPER &C Snc
FORLIMPOPOLI CINEFLASH SALA 2 BARCO DP1500 REALD KODAK CINEMECCANICA VICTORIA 5

2 di 2

ANDREA TINUPER &C Snc
RAVENNA CINEMACITY SALA 3 NEC 1600C REALD KODAK PREVOST P93
1 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc
RAVENNA CINEMACITY SALA 4 NEC 1600C REALD KODAK PREVOST P93
1 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc
CECINA MULTISALA TIRRENO SALA 2 NEC 1600C REALD KODAK PREVOST P93
2 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc
FOLLONICA ASTRA NEC 1600C REALD KODAK PREVOST P55
1 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc
SESTO FIORENTINO GROTTA
SALA 2
NEC 1600C XPAND KODAK PREVOST P93
2 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc
STARCITY RASTIGNANO SALA 1 SONY SRX-320 REALD SONY CINEMECCANICA VICTORIA 5

2 di 2

ANDREA TINUPER &C Snc
PIOMBINO ODEON NEC 2000C REALD DOREMI PREVOST P60
1 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc
CESENA ALLADIN SALA 3

NEC 2000C MASTER IMAGE GDC SX-2001 PREVOST P93
2 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc
SESTO FIORENTINO GROTTA
SALA 1
NEC 3200S XPAND GDC SX-2001 PREVOST P93
2 di 2
ANDREA TINUPER &C Snc

Ho pensato di utilizzare come elementi utili per interpretare le caratteristiche di questa transizione al digitale, sia l’elemento rappresentato dal 3D, in modo da verificare quante installazioni vanno di pari passo con la sua affermazione, sia la scelta compiuta relativamente alla proiezione in pellicola, cioè se si è mantenuta la dotazione esistente, se è stato tolto un proiettore 35mm o se, invece, la proiezione in pellicola è stata abbandonata completamente.
Ho inoltre predisposto una colonna da cui risulta il responsabile dell’installazione, in modo da ospitare, in futuro, anche segnalazioni provenienti da altri tecnici.
In rete è possibile trovare elenchi delle sale attrezzate per il 3D, regione per regione, come quello su Ainu, che ha il pregio di essere continuamente aggiornato, ma che è limitato al 3D, oppure quello di AVMagazine, che specifica se la sala è attrezzata solo per la proiezione digitale o anche per il 3D, ma che è meno aggiornato.

Installazione per Avatar: NEC1600 con Xpand

Qualche foto dall’installazione del cinema Multigrotta di Sesto Fiorentino che si sta attrezzando la sua cabina per il 3D,  in vista dell’uscita di Avatar:

Sei occhiali XpanD

Film in 3D: pellicola e digitale

Sfruttando l’illusione stereoscopica il cinema crea la dimensione della profondità, in sostanza, con tecniche disparate, vengono inviate all’occhio sinistro e destro immagini diverse, che, elaborate dal cervello, danno la percezione della tridimensionalità anche in sua assenza.

Il 3D al cinema è un tentativo largamente praticato già con la pellicola, le prime sperimentazioni sembra risalgano agli anni ‘20, anche se di questi film non vi sono più tracce, mentre una forte accelerazione di questa tecnica si è avuta negli Stati Uniti negli anni ‘50, un film per tutti: Delitto perfetto di Alfred Hitchcock, in cui l’illusione stereoscopica è ottenuta mediante la proiezione su schermo Silver di immagini provenienti da due proiettori cinematografici che proiettano contemporaneamente, ed in sincrono, uno l’immagine per l’occhio destro, l’altro per l’occhio sinistro, ad uno spettatore minuto di occhialini polarizzanti.

Le tecniche che sono state sperimentate nel tempo sono molte e diverse fra di loro, per un elenco di film in 3D nella storia del cinema il rimando è a questo articolo del blog Ainu, oltre che a questa lista, che comprende anche le produzioni per IMAX che utilizzano una tecnologia specifica, diversa da quelle sperimentate nelle sale con proiettori 35mm.

Con l’affermazione del digitale si ripropone la sperimentazione del 3D, che, al momento, vede quattro sistemi che consistono in applicazioni hardware e software per i proiettori digitali 2K. In ordine alfabetico ecco qualche elemento sui sistemi 3D attualmente più diffusi:

Dolby 3D – Prevede l’installazione di un dispositivo all’interno del proiettore digitale, una unità di sincronizzazione ed un occhiale passivo riutilizzato a seguito di sterilizzazione, lo schermo resta il tradizionale schermo cinematografico bianco.

Master Image – Di origine coreana, il sistema prevede l’installazione di un dispositivo esterno connesso al proiettore, l’installazione di uno schermo Silver e l’utilizzo di occhialini passivi monouso.

RealD –  Necessita di uno schermo Silver, l’installazione davanti alla lente del proiettore di un dispositivo detto Zscreen e prevede occhialini monouso.

XpanD – Ottenuto attraverso un dispositivo esterno di sincronizzazione collegato al proiettore, su schermo tradizionale bianco, con occhialini attivi che provvedono all’otturazione elettronica e che sono riutilizzati dopo un processo di sterilizzazione.

E’ battaglia aperta su quale sia il sistema migliore, di certo gli elementi da considerare sono i costi, la velocità di passaggio dal 3D al 2D, la semplicità di gestione, e il fatto che il 3D ha bisogno di molta luce.

| Top Jobs, Cars in association with Windows Hosting.